Ciao Niko! Come stai? Inizio sempre le interviste chiedendo gentilmente di presentarsi. So che probabilmente dovresti scrivere un libro per descrivere chi sei, ma proviamoci lo stesso.

G’day, mi chiamo Nikolas Pagliai e provengo da Verona. Sono un normalissimo ragazzo di 23 anni che ha trovato la sua indole di crescita personale nel viaggiare (per il momento), che ama creare attimi fatti di gentilezza, condivisione e generosità tutti conditi con buoni sorrisi, lottando ancora per la parte buona del mondo, ma non smettendo mai di imparare anche dalle cose che non mi vanno o non mi piacciono. Amo la fotografia, lavorare a contatto con il cibo, anche se ho studiato grafica pubblicitaria, passare del tempo immerso nella natura e soprattutto amo mettermi alla prova con nuove sfide ed esperienze

Da quanto sei in giro e per quanto hai intenzione di starci? Come mai questa scelta?

Ho viaggiato fino ad ora complessivamente per quasi 4 anni, separando tendenzialmente ogni avventura in periodi di 8 – 12 mesi, per non trascurare mai le radici… Famiglia ed amici sono sempre al primo posto nel mio cuore, per questo cerco sempre di far vedere la mia barbuta faccia dal vivo anche a casa quando ne ho la possibilità.
Il viaggio che ho intrapreso questa volta però, ad eccezzione degli altri, mi sta portando lontano da casa per quasi 2 anni.
Tutto è iniziato appena compiuti i 18 anni, con un intenso viaggio a Londra, spinto dalla classica voglia di concludere qualcosa di più a fine giornata, dalla irrefrenabile sete di vivere nuovi ambienti, abitudini, mentalità e di “no pain no gain mood” che costantemente mi accompagna.

Raccontaci un po’ del tuo viaggio. Cosa ti sta regalando? Cosa stai imparando?

Quest’ultimo viaggio ha superato di gran lunga tutte le mie aspettative ed i miei desideri, e questa cosa ha portato dei gran benefici nella mia visione di vita complessiva.
Partito per il sud-est asiatico con 2 dei miei migliori amici (ed anche solo quel viaggio sarebbe bastato!) con l’intenzione di spendere poi il secondo anno di visto in Australia vedendo almeno una parte del continente, mi sono ritrovato quasi 2 anni dopo ad aver fatto tutto il giro complessivo del continente australiano ed aver camminato per 1700 kilometri lungo l’isola Nord della Nuova Zelanda, il luogo più bello che abbia mai visto, e l’esperienza più completa, difficile ed avvincente che abbia mai affrontato in vita mia.
Mai assaporato tale libertà ed amore per la natura ed il nostro pianeta prima d’ora, mai respirato un aria cosí buona e non ho mai riposato cosí bene come nella mia tenda, stanco morto, spesso sporco di fango e puzzolente, ma incredibilmente felice.
Posso ammettere che, a confronto delle esperienze precedenti, questo viaggio si è rivelato molto più intenso.

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Vita da backpackers ha lo scopo di smontare un po’ la leggenda del “per viaggiare ci vogliono tanti soldi”. Che ne dici?

Economicamente parlando quest’ultimo mio viaggo mi ha insegnato tantissimo, ho smesso di aver paura di rimanere senza soldi (dopo il viaggio in Asia con costi della vita completamente diversi sono atterrato in Australia con 20 dollari in un conto e 5 € nell’altro, ad esempio), accettando che normalmente i soldi vanno e vengono se si decide di investirli in ciò che si ama, imparando anche come risparmiare restando pur sempre in continuo movimento.
Ragazzi, non servono tanti soldi se si vuole viaggiare, viaggiare davvero, rinuncinando al superfluo per assaporare al meglio l’essenziale.
La libertà non ha prezzo, ed in ogni caso se viaggi a cuore aperto, ci sarà sempre qualcuno pronto ad aiutarti nei momenti di vero bisogno. E tu devi essere pronto a ricambiare nella stessa maniera, quando ne avrai possibilità, per permettere al mondo di continuare a girare nella maniera corretta!

Come ti muovi di solito? Come ti organizzi? Lasci tutto al caso o di solito hai in mente un piano ben preciso?

Per come sono fatto io personalmente, tendo ad essere mentalmente organizzato quando mi muovo, ma sono sempre piani a breve termine, perchè ho imparato a dare buon spazio al caso (se si vuole chiamarlo cosí), che non smette mai di sorprendere e non delude mai, facendomi innamorare ulteriormente della vita. Spesso se si lasciano andare gli avvenimenti a sè prendendo l’ignoto positivamente e senza paure, le cose vanno incredibilmente nei migliori dei modi…E questo non significa che deve sempre piacerti quel che accade dal primo momento.
“Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute”. Sembrerà assurdo, ma provateci! E vedrete. Seneca diceva che il destino guida chi lo segue di buona voglia e trascina chi si ribella.
So, Be positive, always!

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Che consigli da backpackers daresti a qualcuno che non ha mai provato un’esperienza simile o che deve partire per la prima volta?

Consigli? Beh, se percepite anche voi questo “formicolio” provenire da dentro…Non esitate un secondo e dategli ascolto, PARTITE!
Non serve prepararsi per tutto il viaggio, basta essere pronti a partire.
Sarà la decisione più giusta in vita vostra, indipendentemente che poi le cose vadano bene o male! E di essere pronti ad accettare che anche gli accadimenti che non ci vanno a genio hanno sempre qualcosa da insegnare, che appunto gli imprevisti sono parte integrante del viaggio, quindi di essere pazienti, positivi, e di non pretendere le cose ma bensí di agire sempre in modo di guadagnarsele attraverso l’impegno, il rispetto e la condivisione di energie positive nei confronti delle persone e del luogo in cui ti trovi. È sempre il momento giusto per dare il meglio di sè stessi!
È il giusto bilanciamento tra la voglia di cambiare e lo spirito di adattamento che salvano l’animo umano. Niente di più semplice, niente di più complicato.

Hai mai paura? Ti senti mai solo? E la nostalgia come la gestisci?

Dal mio primo viaggio sino a questo momento ho incontrato sul mio percorso molte paure alle quali ho dovuto far fronte, imparare a cavarsela da soli in ogni circostanza è un costante esame con sè stessi.
Qualche tempo dopo il mio primo atterraggio in Australia decisi di tatuarmi intimamente una frase che riguardava proprio questo: la sentenza sulla mia pelle dice che “non c’è coraggio senza paura”. Decisi di ricordarmi da quel momento di smettere di aver paura delle mie paure, ma bensí di accoglierle, conoscerle e capirle per trovare poi il giusto coraggio per affrontarle, per permettermi in futuro di raggiungere dei risultati concreti nella mia vita e con me stesso.
Non mi sono mai sentito cosí solo come qua in Nuova Zelanda, lungo il cammino di 3 mesi…Ed onestamente ne sono grato. È stata una grande lezione per me, che ho sempre cercato di soffocare la paura della solitudine.
Trovarsi faccia a faccia con te stesso a volte può scoraggiare, ma molte altre è buon motivo di autocritica e di crescita, perchè è li che realizzi che le uniche vere prove sono quelle con te stesso, superando i propri limiti capirai chi sei.
La nostalgia c’è da sempre, ed a volte si fa sentire più di altre.
Personalmente parlando però ho imparato molto bene a conviverci, nonostante fossi un tipo piuttosto malinconico, lascio che fluisca in me senza più timori, fino a che non passa.
Casa è pur sempre casa.

Come pensi sarà quando tornerai (se tornerai) a casa dopo così tanto tempo?

Non mi stancherò mai di ripetere che secondo me la parte più bella del viaggio è IL RITORNO. Per molti potrà sembrare assurdo, ma per esperienza personale è solamente quando rimetti piede nel luogo che hai lasciato all’inizo che capisci bene chi sei diventato e che progressi hai fatto. A casa sarà quasi tutto come lo hai lasciato probabilmente, ma saranno gli occhi con cui assapori il mondo che ti circonda ad essere diversi.. E questa trovo sia una cosa meravigliosa. La bellezza è nascosta sotto ogni singolo dettaglio, basta imparare a vederla!
Sono già tornato in patria più volte, ed ogni volta per me è sempre più divertente…Mi sento molto fortunato.

Che progetti hai per il futuro?

Non ho reali progetti a lungo termine se si parla di futuro, un pò come ho esposto prima riguardo l’organizzarsi. Tendo ad avere un idea di ciò che desidero fare ma non delimito mai le cose in sè, cosí anche parlando della mia vita non ho la minima idea di dove mi troverò tra 1, 2 o 3 anni. Sono felice di intraprende nuovi percorsi, nuove esperienze, conoscere nuove persone. Sento che la voglia di viaggiare continua ad ardere comunque, quindi sono pronto ad una nuova partenza in ogni momento, ma questo non significa che il destino non mi riservi altro. Bisogna impegnarsi per essere felici ora, non esiste una strada verso la felicità.
La felicità è la strada!
Il progetto per il mio futuro è essere felice, possibilmente aiutando gli altri.

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Raccontaci qualche aneddoto che non dimenticherai mai!

Di aneddoti ne avrei da raccontare davvero tanti, in questi anni ho visto accadere ogni tipo di coincidenze ed avvenimenti, riguardo amicizie, luoghi, incontri, ecc.
Qua in Nuova Zelanda ho molti bei ricordi riguardo alla gente locale che ho incontrato, mi sono ritrovato spesso in situazioni bizzarre o surreali come mr Paul che mi lasció casa sua per 3 giorni (mentre lui era altrove) perchè fuori c’era brutto tempo, dopo avermi conosciuto da 10 minuti. O la meravigliosa famiglia di Stephen che mi diedero vitto, alloggio e lavoro per una settimana intera dopo che mi ero semplicemente accostato di fianco a casa loro per chiedere di riempirmi la borraccia d’acqua. O di finire per estrema casualità a casa dell’unico ufficiale produttore di mozzarella di bufala nell’isola nord della Nuova Zelanda (per un Italiano, soprattutto molto affamato in quel momento, è una delle cose più belle che gli possano capitare, fidatevi), finendo la mattina dopo a stendere pizze a mano al fresh food market domenicale del paese circondato da ogni tipo di pietanza locale.
O in Asia, facendo autostop per settimane, quante situazioni assurde. O il modo in cui ho conosciuto i miei migliori amici in Inghilterra e Australia.
Ehhh si, ce ne sarebbero davvero molte da raccontare.

Ringrazio di cuore Michael e Vita da Backpackers per avermi fatto queste domande, tanti ricordi ed emozioni sono riaffiorate nella mia mente quest’oggi.

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

2 Risposte

  1. Megan Scott

    Ciao! Anche io sono pronta per partire, e anche io, come te, sono senza soldi.
    Come posso fare per mangiare o cmq per mantenermi in vita?
    Non so se sono pronta o brava a fare l’elemosina… e non ho una lista di caritas diffuse nel mondo.
    Sono positiva, allegra, voglio assaporare la vita e godermi il mondo, ma… non so come mantenermi in vita.
    Grazie!!! 🙂

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    • Michael Petrolini

      Ciao Megan! A breve pubblicherò degli articoli dedicati alle domande che mi stai facendo :=) se ti iscrivi al blog potrai rimanere aggiornata sapendo quando vengono pubblicati!

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