Si dice che l’età non conta. Andrea Cabassi ne è l’esempio. Il Parmigiano di 41 anni ha infatti deciso di dare una svolta alla propria vita per seguire le sue passioni e il suo sogno.

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Ecco l’intervista ad Andrea Cabassi.

1- Ciao Andrea  come stai? Presentati! Spiegaci un po’ Che lavoro fai, quanti anni hai…e così via!

Ciao Michael!! Sto molto bene, grazie… tu?

Ho appena compiuto 41 anni e sono parmigianissimo. Attualmente vivo a Dubai, dove lavoro come Senior Project Manager. Da sempre la passione per i viaggi, le scoperte e le curiosità sono parte di me. E, a 40 anni abbondanti, sto scoprendo che il cambiamento è la mia linfa vitale.

Quando non lavoro leggo, scrivo, socializzo, fotografo, faccio sport, recito, creo oggetti d’arredamento e viaggio più possibile…

2- Mi hai detto che hai mollato la tua vecchia vita per andare a vivere a Dubai, raccontaci un po’ la tua storia.

Da sempre quello dell’espatrio era un sogno nel cassetto dato che, tranne una meravigliosa parentesi di 6 mesi in Spagna, avevo sempre vissuto a Parma. Avevo un ottimo posto fisso e sentivo odore di dirigenza… Pur trovandomi in una città di provincia, vivevo una vita dinamica e felice finché, nella primavera dell’anno scorso, forse complice il compimento dei 40 anni, alcune cose hanno iniziato a cambiare in me. Ho cominciato a percepire una sensazione di stasi e a sentirmi come fermo sulla riva di un fiume ad osservare il mondo che passava:

con l’istinto di buttarmi per vedere dove mi avrebbe condotto la corrente ma, nello stesso tempo, frenato dal timore di annegare.

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Così, mi sono messo a cercare il modo di espatriare…

La svolta e’ arrivata grazie ad una proposta di lavoro da Dubai, di quelle a cui “non si può dire no”. Dopo due mesi di acrobatiche riflessioni ho finalmente trovato il coraggio di “saltare nel fiume”. Così, in un week end, ho stravolto la mia vita: mi sono dimesso dal vecchio impiego, sono tornato single ed ho accettato la nuova sfida. Poi mi sono chiuso in bagno per una settimana… 🙂 Epilogo: da Ottobre 2015 vivo a Dubai.

Devo senza dubbio ringraziare gli amici più stretti, che mi hanno aiutato a decidere, e la mia famiglia che mi ha sempre appoggiato.

3-Questo è stato decisamente un cambiamento grosso, quindi com’è cambiare vita?

Per me una figata… Adrenalina pura! Specie considerando che sono partito da solo e senza conoscere nessuno.

Certo, non e’ facile: occorre avere il coraggio di uscire dalla propria “zona di comfort”, essere pronti ad affrontare un periodo di assestamento ed avere la giusta intraprendenza per ripartire da zero. Ma credo serva ancora più coraggio ad accontentarsi di una vita insoddisfacente: se non ci si sente felici, bisogna cercare di cambiare le cose, oppure smettere di lamentarsi!

Ovviamente parlo a titolo personale e, ovviamente, ognuno di noi ha il proprio modello di felicità…

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4- Stando così lontano dalla tua patria mi viene da chiederti una cosa: ti manca mai casa? Quali sono le cose che piu’ ti mancano? Il cibo immagino sia nella lista!

Le uniche cose di cui a volte sento la mancanza sono gli amici veri, la famiglia, il dialetto parmigiano e spendere poco per mangiare bene. Per fortuna a Dubai ho una vita talmente intensa da non avere quasi mai tempo di pensarci.

5-Come mai hai scelto proprio di andare a vivere a Dubai?

Il caso ha scelto per me. Ero disposto a trasferirmi in qualsiasi Paese sicuro e con una buona qualità della vita.

Un anno prima avevo rifiutato un’altra proposta da Dubai perché la città non mi convinceva, poi e’ arrivata la seconda proposta. A quel punto ho pensato che, se un luogo ti chiama due volte, ci dev’essere un motivo. Cosi ho deciso di andare a scoprirlo.

Dubai e’ attualmente una delle città più dinamiche al mondo: una delle poche in grado di offrire sicurezza, ottime opportunità professionali, stipendi alti e tax free, ambiente multiculturale, mare con un bellissimo clima per circa 8 mesi l’anno ed una miriade di attività per il tempo libero.

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6-Hai in mente dei progetti per il tuo futur0? Sicuramente avrai anche molto tempo per pensarci.

Fatto il passo più lungo (tagliare il cordone ombelicale con l’Italia) ora ho millemila idee che mi ronzano per la testa: il sogno proibito sarebbe quello di diventare un nomade digitale, cioè poter vivere di un’attività online che mi permetta di lavorare da ovunque voglia (Parma, Dubai, Katmandu, il Polo Sud…). Tra le altre idee che la nostra società considera “folli” (ma che per me folli non sono) annovero anche un periodo sabbatico per fare il giro del mondo (un po’ come stai facendo tu) o il Mongol Rally, una corsa per automobili scassate, a scopo benefico, da Londra a Ulan Bator.

Probabilmente non e’ un caso che a Dubai sto conoscendo tantissime persone che hanno fatto “follie” simili: da Dublino ad Auckland in bicicletta o da Torino a Tokyo su una Fiat 500 del 1956 (www.berevolution.it).

Ottime fonti di ispirazione sono Rockin’ 1000 (www.rockin1000.com), esempio che un’idea folle può diventare realtà, ed i discorsi di Jose “Pepe” Mujica, ex Presidente dell’Uruguay, a ricordarci che la vita e’ un miracolo talmente prezioso che abbiamo il dovere di cercare la nostra felicità, anziché spendere tempo per poter comprare e consumare, comprare e consumare…

Proprio per questo, tornando coi piedi per terra, la mia attuale priorità e’ fare al meglio la mia professione e godere dell’esperienza che sto vivendo, curioso di scoprire cosa mi riserverà il futuro, senza fare troppi programmi. In sintesi: vivere il “qui ed ora”.

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7-Che consiglii daresti a chi come te volesse trasferirsi a Dubai o vivere un’esperienza simile?

Gli affitti a Dubai sono carissimi, quindi e’ impossibile viverci senza un lavoro. Ha senso trasferirvisi per cercare lavoro solo se si ha modo di alloggiare gratis, per il tempo necessario, a casa di un amico o parente. Si tenga presente che attualmente chi non ha lavoro deve lasciare il Paese entro 90 giorni dall’ingresso.

La maggior parte delle persone che vivono qui si sono trasferite con un contratto già firmato in tasca. Per quanto riguarda gli occidentali, sono i profili impiegatizi medio-alti a trovare più agevolmente un’occupazione.  Chiunque volesse maggiori informazioni e’ comunque libero di contattarmi.

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8- In tutto questo tempo ti sono mai venuti dei ripensamenti?

No. A maggior ragione ogni volta che sento le notizie che arrivano dall’Italia: politici corrotti, tasse a dismisura, sprechi assurdi. Visto da fuori e’ tutto ancora più evidente e scoraggiante.

A pensarci mi piange il cuore, visto che il nostro è un paese meraviglioso, una terra di passione e creatività: se non fossimo un popolo di imbroglioni, faremmo un mazzo così a tutti!!

andrea cabassi

9- Invece per quanto riguarda i rapporti coi famigliari e le amicizie? Come mantieni i rapporti con loro?

Con Skype, Whatsapp ed i social network.

Ho anche creato una pagina Facebook, che invito tutti a seguire, nella quale racconto la mia esperienza, postando prevalentemente in dialetto parmigiano:  https://www.facebook.com/alstraje2.0/

10- Tornerai mai a casa?

In ferie, di sicuro!!! 🙂

Battute a parte. Idealmente si, da pensionato mi vedo in Italia, magari non tutto l’anno e magari non con una pensione pagata dal nostro Governo. Ma in questo momento non ci sto per nulla pensando: tornerò a casa se e quando gli eventi mi ci porteranno… 😉

Se vorrete maggiori informazioni potete Contattare Andrea qui:

Mail: andreacabassi2@gmail.com

Facebook personale: https://www.facebook.com/acabassi

Facebook Al Strajè 2.0: https://www.facebook.com/alstraje2.0/

Linkedin: https://ae.linkedin.com/in/acabassi

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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