Dopo aver passato 3 giorni a Ninh Binh, ci avviamo verso Hoi An, una cittadina che si trova nel centro Vietnam, poco sotto Da Nang. Pronti ad attraversare Ho Chi Minh Road.

Siamo a metà strada di Ho Chi Minh Road, la strada più famosa e conosciuta del Vietnam diventata nota dopo il film “Air America” con Mel Gibson. La strada che parte da Hanoi e arriva fino a Ho Chi Minh, considerata una delle strade più spettacolari da percorrere in moto in tutta l’Asia. E’ lunga 1700 chilometri ed è circondata da paesaggi favolosi, villaggi sperduti, fiumi, laghi, foreste. Siamo in mezzo alla parte paesaggisticamente più bella, quella che va da Kon Tum a Po Chau.

Che meraviglia di posto.

 

L’unico problema? Marco ha dimenticato di fare benzina. Siamo in mezzo al nulla con una moto a secco. In questa parte della Ho Chi Minh Road non ci sono tanti villaggi perché siamo nella zona che più è infestata dalla natura, ovvero dentro a un parco naturale.

Come facciamo ora? La prossima città è segnata a 91 km di distanza da dove siamo ora!

OK: io spingo Marco mentre Phill va a cercare qualcuno nei dintorni che potrebbe darci un po’ di benzina, giusto il necessario per percorrere quei lunghissimi 91 chilometri. Dopo circa venti minuti ecco riapparire come un miraggio Phill: tiene in mano una bottiglia piena di benzina, siamo salvi! Per fortuna ha incontrato, a pochi chilometri da dove eravamo, una famiglia che aveva una tanica di benzina di scorta. Se abiti qui devi essere preparato a ogni evenienza.

A VIAGGIARE SU QUESTA STRADA CI SI SPORCA!!!

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PERO’ GUARDATE DOVE SIAMO!!!

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Guidiamo per circa 300 chilometri e la stanchezza inizia a farsi sentire. Il paesaggio continua a cambiare circa dopo ogni mezz’ora di guida. Di tanto in tanto ci fermiamo ad ammirare la bellezza che ci circonda e ci rinfreschiamo nei fiumi che incontriamo lungo la strada. Il sole si fa sentire sulle nostre capoccione.

Arriviamo finalmente ad Hoi An, una cittadina molto turistica dove ci saremmo presi un giorno di “ferie” prima di entrare in Cambogia. Qui non facciamo altro che rilassarci, mangiamo del buon cibo e finiamo la giornata andando ad una Spa. Questa dovrebbe essere l’ultima sera che passiamo in Vietnam!

Il giorno dopo ripartiamo presto al mattino. Siamo a solo a 350 chilometri dal confine con la Cambogia quindi dovremmo farcela in mezza giornata.

IL SORRISO DEI BAMBINI TI MIGLIORA SEMPRE LA GIORNATA!!!

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SULLA HO CHI MINH ROAD A VOLTE SI INCONTRANO STRANI MACCHINARI…

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Una delle cose più belle di quando si viaggia in moto per queste strade è pensare. Quando guidi per ore in questi paesaggi stupendi che ti sorprendono sempre di più dietro ad ogni curva, pensi tanto. Paesaggi che hanno la magica forza di liberarti la mente e lanciarla nelle più svariate direzioni. Si è soli con i propri pensieri, tutto quello che ti circonda non è altro che un contorno di piantagioni di riso, montagne e fiumi che aiutano i pensieri ad emergere ancora di più. Con la musica nelle orecchie i pensieri si accumulano uno sopra l’altro: sembra di essere seduti su un tapis roulant con davanti un maxi schermo sul quale vengono proiettate immagini di una strada che scorre all’infinito. Il vento e il sole ti accompagnano costantemente facendoti provare un senso di libertà unico e piacevole, mai provato prima d’ora.

DUE BAMBINI FANNO IL BAGNO INSIEME A NOI IN FIUME…

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UN BELLISSIMO TRAMONTO SULLA HO CHI MINH ROAD

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QUESTO MECCANICO NON SEMBRAVA TROPPO SICURO DEL SUO LAVORO, INFATTI ERA SBRONZO!!!

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PHILL E’ CONTENTO DELLA SUA NUOVA RUOTA…

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MADRE E FIGLIA CHE TORNANO A CASA…

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A volte però pensare troppo deconcentra l’attenzione dalla guida e ti fa trovare a muso spiaccicato sul terreno roccioso in men che non si dica. Preso dai pensieri non mi sono accorto che la strada, a pochi metri davanti, improvvisamente non era più asfaltata. Freno bruscamente. Scelta sbagliata visto che il terreno era bagnato (aveva piovuto poco prima). La ruota posteriore non regge il peso del bagaglio, sbilanciandomi clamorosamente verso sinistra. Appena toccato il dislivello a fine strada asfaltata, ecco che come una catapulta mi ritrovo a 10 metri più in la, sbattendo il ginocchio su una roccia e aprendomi mani e piedi (era l’unica volta che non indossavo scarpe perché erano bagnate dal giorno prima).

Avevo già fatto un altro incidente, ma non come questo.

Non riesco ad alzarmi e sento un dolore lancinante su entrambe le ginocchia, sui piedi e sulle mani.  Cerco di fare respiri profondi mentre (per fortuna) arriva di corsa mio cugino a soccorrermi controllando  se ho qualcosa di rotto. Sembrerebbe tutto a posto, solamente una grandissima botta, però avrò bisogno di qualche punto sul ginocchio aperto.

In Vietnam non ci sono tanti ospedali, a meno di non essere in un centro abitato. Noi siamo in mezzo al nulla, tra parchi e foreste. Siamo a pochi chilometri dal confine con la Cambogia, su una strada deserta e l’ultima cosa che pensavamo di trovare, era proprio un ospedale li vicino. Karma vuole (mi piace pensare che sia stato il Karma) che a 200 metri da dove ho fatto l’incidente, ci sia un piccolo ambulatorio medic
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CHE BOTTA DI CULO!!!

Scusate la parola eccessiva, ma quando ci vuole ci vuole! Quante possibilità c’erano di trovare un ambulatorio (se così si può chiamare) così vicino a dove avevo appena fatto l’incidente? Per di più in una zona senza anima viva!

Questo “ambulatorio” non è altro che una piccola casa in mezzo alla foresta, dove bisogna chiamare il numero incollato sulla porta d’ingresso per avvisare il dottore. Dopo un’attesa di 30 minuti, ecco che arrivano il dottore e un paio di altre persone, probabilmente gli infermieri o solamente qualche curioso. Qualche punto al ginocchio, medicazioni varie nelle sbucciature profonde sulle mani e piedi e un po’ di crema sui vari ematomi sparsi qua e la.

Salutiamo il dottore e via che si riparte sulla Ho Chi Minh Road!

Sono distrutto: non ho energie e mi fa male ovunque, ma non possiamo fermarci perché non ci sono cittadine, villaggi, accampamenti, non c’è niente. Dobbiamo guidare ancora per 80 chilometri prima di raggiungere un hotel. Non vedo l’ora di arrivare, coricarmi e farmi una bella doccia calda.

Doccia calda??? Magari!

Appena arrivati in questa cittadina (non mi ricordo assolutamente il nome), troviamo l’unico hotel a pochi euro per notte. L’hotel più brutto e sporco che abbia mai visto fino ad ora qui in Vietnam: le pareti sono ricoperte di muffa, c’è puzza di chiuso e i letti sono più duri del terreno sul quale mi ero stampato poche ore prima. Naturalmente non c’è neanche la doccia calda. Maledizione che giornata. La peggiore fino ad ora.

Mi sa che la Cambogia dovrà aspettare ancora un paio di giorni.

Continua…

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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