Dopo aver salutato Bungo, mi incammino verso la strada 230 per iniziare a fare autosop. Prossima meta: Toyako. Ho lo zaino troppo pesante ed ingombrante, dovrò rivalutare meglio quello di cui avrò veramente bisogno o durerò al massimo due settimane. Raggiungo la strada 230 ed iniziano i primi tentativi di autostop. Sono ancora troppo in zona centro città, non si fermerà mai nessuno qui. Continuo a camminare in direzione sud e dopo neanche quindici minuti, si ferma una macchina. Che fortuna!

Il suo nome è Wataru, un ragazzo che vive a Sapporo e che per puro caso sta andando verso Hakodate. Toyako è proprio tra queste due città. Wataru mi spiega un pò la sua passione per il calcio e appena gli dico che sono di Parma, impazzisce dicendomi che il suo giocatore preferito è Nakata (giocatore giapponese che ha giocato nel Parma). Ci fermiamo a mangiare qualcosa a metà strada, in un posto molto carino ed accogliente. Mi dice che sarebbe venuto a Toyako il giorno dopo con degli amici per fare un Barbecue/campeggio e mi invita a partecipare. Prendo del porco fritto con noodles. Dopo due ore di macchina arriviamo in stazione a Toyako, dove avrei dovuto aspettare per tre ore la mia prossima couchurfer: Eriko.

Nell’attesa riconosco il canadese che come me sarebbe stato ospitato da Eriko (non ci ho messo molto a capire che fosse lui, vi lascio immaginare il perchè).

Alle cinque arriva Eriko che si mostra subito dolce e gentile, ci presenta la sua meravigliosa bimba Mariko e subito dopo andiamo a fare spesa. Casa sua è molto spaziosa rispetto a quelle in cui sono stato finora ed è situata proprio a due minuti a piedi dal lago. Che spettacolo, che tranquillità, che silenzio. Toyamachi è il nome di questa cittadina che si trova a circa venti minuti di macchina da Toyako (nel video la chiamo Toyacocho), ed è una specie di comunità piena di famiglie che si aiutano tra di loro. Si sta proprio bene.

Il giorno dopo vado alle onsen (le terme) per poi mettermi d’accordo con Wataru per andare al barbecue sul lago. Al barbecue conosco una ventina di persone: quasi tutti sono insegnanti di inglese che abitano in Giappone da più di un anno. Faccio amicizia e trovo un paio di persone disposte ad ospitarmi ad Hakodate, la mia prossima meta. In poche parole: bevo, mangio e chiacchero.

 

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!