Premessa:

Sono partita sola, soletta con un piccolo zaino sulle spalle e mille paure…e sono tornata carica, con amicizie forti, salde… e un bagaglio pieno di emozioni.

Vi racconto la Mia storia:

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All’aeroporto di Madrid, grazie ad un pacchetto di biscotti, ho conosciuto e NON più lasciato, Ale, Marco e Luca, tre fantastici ragazzi di Montagnana (Padova) che per il secondo anno consecutivo, percorrevano il Cammino di Santiago e si dirigevano ad Astorga proprio come Me.
Strada facendo, si sono aggiunti alla family:
Ruth una spettacolare e solare ragazza Madrilena,
Ale ed Angy una meravigliosa coppia di ragazzi di Parma che ci hanno fatto vivere con loro un’emozionante proposta di matrimonio nella gremitissima piazza delle Cattedrale di Santiago,
e infine, i romanticissimi Michela e Diego, due fidanzati che si erano conosciuti lungo le vie del cammino, lo scorso anno e messi insieme qualche mese dopo.
Ognuno di loro a modo Suo, mi ha donato emozioni, positività, energia ma soprattutto… mi ha insegnato qualcosa.
Ringrazio ufficialmente Ale, Marco e Luca per la dolcezza, la pazienza, le cure , l’attenzione, e la “sopportazione ” che mi hanno dedicato lungo tutto il cammino….

il “Cammino di Santiago” è difficile da spiegare a parole…
ma vorrei dire che è soprattutto questo.. .
AMICIZIA ed AMORE, per gli altri e per se stessi,
si creano rapporti unici ed intensi…
è trovarsi a dormire e svegliarsi al fianco di sconosciuti, che quando saluterai, ti conosceranno molto meglio di chi ti conosce da tempo… ma non ti ha mai vissuta davvero,
è condividere gioie e dolori, è confrontarti e misurarti…. ridere e piangere.

Posso dire di aver vissuto questo Cammino al 100%,
ho dormito in posti impensabili, ammirato paesaggi unici, ascoltato e raccontato confidenze intime,
ho sofferto per le condizioni avverse che si sono presentate ad O cebreiro, con il problema alla caviglia, il freddo e la pioggia, persa d’animo quando sono dovuta salire sul taxy e sul bus perché non riuscivo più a camminare,
mi sono emozionata entrando nella Cattedrale di Santiago, assistendo al rito del Botafumeiro e riuscendo a far benedire la camicetta di Giorgia,
ho riso scorrazzando per le vie di Compostela, quando (dopo 9 giorni in condizioni da vere pellegrine) noi donne, come se fossimo amiche di una vita, ci siamo concesse trucco, parrucco e comprate scarpe e vestito per la serata,
sono rimasta sbalordita, nel vedere il paesaggio cambiare sotto ai miei piedi, ad ogni kilometro percorso,
e rimasta incantata una volta giunta nella Costa della Morte, sull’Oceano…. nell’ammirare quel panorama così affascinante, misterioso e dalla bellezza inaspettata.

Le tappe che ho percorso:

Avendo solo 12 giorni di tempo e con l’intenzione di proseguire fino a Finisterre, (arrivate assolutamente fin lì –non dico altro-!!!) non abbiamo rispettato le tappe tradizionali del cammino, ma spesso abbiamo allungato, fino a percorrere ben 47 Km in un giorno solo! Ve le elenco di seguito:

Partenza: Astorga.
Come arrivarci: io ho preso un volo Roma-Madrid e da Madrid un pullman ALSA che in 4 ore mi ha portata a destinazione (il biglietto lo potete acquistare anche su internet, come ho fatto io sul sito https://www.busbud.com/ o direttamente al T4 del Barajas di Madrid).

-ASTORGA – FONCEBADON
-FONCEBADON- PONFERRADA
-PONFERRADA- VILLAFRANCA
-VILLAFRANCA- O CEBREIRO
-O CEBREIRO- SAMOS
-SAMOS- FERREIROS
-FERREIROS- PALAS DE REY
-PALAS DE REI- SALCEDA
-SALCEDA- SANTIAGO de COMPOSTELA

Da qui abbiamo proseguito il Cammino verso la fine del mondo, e volendo si può fare anche una deviazione che aggiunge altri 40 km per Muxia (che io NON ho fatto per questione di tempo)

– SANTIAGO de COMPOSTELA-VILLASERIO
-VILLASERIO-CEE
-CEE – CABO FINISTERRE

Arrivo: Cabo Finisterre.

Per rientrare a Santiago, se siete parecchi, conviene un taxy, noi ne abbiamo prenotato uno da 8 posti e abbiamo pagato 15 euro a persona, altrimenti ci sono gli autobus, che ci impiegano almeno un’ora in più, per le condizioni della strada.
Alcuni temerari ripercorrono il Cammino al contrario, ma è un opzione che personalmente non ho neanche preso in considerazione! )
Km totali 351.

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Come capire il percorso da seguire:

Il percorso del Cammino di Santiago è ben segnalato e perciò il pellegrino non deve fare altro che seguirlo e godersi le scoperte che farà cammin facendo. La segnaletica è diversa, ma non lascia alcun dubbio sull’itinerario da seguire, la più frequente sono le frecce di vernice gialla, sui muri e a terra,
nei centri urbani si trovano targhe di ceramica, di colore blu con il logo (la concha) affisse sui muri degli edifici lungo il percorso e cartelli di colore blu con la sagoma di un viandante ed una freccia bianca indicante la direzione. Nei punti difficili o cambio brusco di direzione: pietre miliari con le stesse targhe di ceramica (la Concha indica la direzione da seguire! Come fosse una freccia)

Cosa serve per il percorrere il Cammino?

“La credenziale” (potete comprarla anche sul posto oppure prenderla qui in Italia , come ho fatto io,

consultando questo sito http://www.confraternitadisanjacopo.it/Credenziale/indexcredenziale.htm )
è un documento ufficiale che identifica il pellegrino e che ne attesta il percorso. Vi sono riportati i dati personali, le cartine del Cammino di Santiago e le caselle in cui si appongono i timbri dei luoghi in cui si passa e la relativa data. Questo documento è indispensabile per usufruire degli ostelli del Cammino ed ottenere la “Compostela” (un documento rilasciato, in latino, dal Capitolo della Cattedrale di Santiago che attesta l’avvenuto compimento del pellegrinaggio a Santiago di Compostela.) Per conseguirlo, occorre presentare la credenziale debitamente timbrata e aver percorso almeno 100 chilometri a piedi o a cavallo, oppure 200 chilometri in bicicletta
-Una guida (la trovate in tutte le librerie).

Consigli sullo Zaino:

Ovviamente più è leggero.. meglio è. (il mio pesava quasi 10 kg) e mi ha provocato un’infiammazione alle caviglie e nelle ultime tappe l’ho dovuto spedire perché non riuscivo più a portarlo, quindi direi di riuscire a farvi bastare 7 kg! (tutti gli Ostelli hanno un servizio per spedire lo Zaino da una tappa all’altra, il costo va dai 5 ai 7 euro)

Cosa portare:

• copri-zaino (in alternativa un sacco delle immondizie)
• 1 Sacco lenzuolo o Sacco a pelo
• 1 K-way
• 1 paio ciabatte doccia e 1 costume
• 1 paio di scarpe da running / scarponcini da trekking (come vi trovate meglio)
• Mutante e Calzini 3\4 paia, da lavare a ripetizione
• 2 magliettine, 2 pantaloncini, 1 pantalone lungo, 1 giacchetto
• (tutto possibilmente di materiale tecnico, che è leggero e asciuga in fretta)
• bastoni trekking a telescopio (sono comodissimi, io me ne sono resa conto tardi!)
• Spazzolino e Dentifricio
• 1 pezzo di sapone di Marsiglia (per lavarsi e per il bucato) ma con 3\4\ 5 euro di solito negli ostelli potete utilizzare “lavadora y secadora” che è molto più comodo!
• Cerotti misti, Voltaren, Antinfiammatori
• Ago e filo (per vesciche)
• Compeed (sponsor ufficiale)!!

Consigli su dove dormire:

Il cammino è pieno di Ostelli/Albergue privati e pubblici, in molti si può pernottare solo se si è in possesso della credenziale ed hanno un costo bassissimo 5\10\15 euro al Max per notte.
Quelle pubblici (riservati ad uso esclusivo dei pellegrini) chiedono solamente un “donativo” ovvero un ‘ offerta.

Il cammino di Santiago è una scuola di Vita,
mentre camminavo mi è stato impossibile
non pensare,
non riflettere su quello che i Miei 28 anni mi avevano offerto e levato fino ad oggi,
non essere grata per tutte quelle meraviglie intorno a Me,
per ogni alba ed ogni tramonto di cui mi sono riempita gli occhi.

Cammini sempre in avanti, vivendo il presente e lasciandoti alle spalle e senza rimorso il passato, non sapendo cosa ti offrirà il futuro, quanto sarà difficile la prossima tappa e in quali paesaggi ti imbatterai.

Il cammino rappresenta la Vita e ti insegna che rendere una cosa possibile o impossibile dipende solo da TE.

Tom: “Non sarà una vita avventurosa la mia, ma è quella che ho scelto”
Daniel: “È questo il problema papà, la vita non va scelta, va vissuta!”

Buon Camino.
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“Spesso vado in zone lontane del mondo solo per ricordarmi chi sono. Quando ci si priva del proprio ambiente, degli amici, delle abitudini quotidiane, del frigorifero pieno di cibo, dell’armadio pieno di abiti, si è costretti a vivere un’esperienza diretta che, inevitabilmente, fa capire chi veramente sta facendo quell’esperienza. Non è detto che sia comodo, ma funziona sempre”.

 

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Sono Valeria e ho 29 anni. Sono una ragazza attiva, amo lo sport, la natura, mi piace fare nuove esperienze, amo tantissimo viaggiare e soprattutto ho un irrefrenabile e costante desiderio di adrenalina! Ho la fortuna di lavorare da 10 anni nell’azienda di famiglia, una torrefazione di caffè. Amo quello che faccio, ma non sono il tipo di persona che desidera passare la vita dietro ad una scrivania. Ho una casa da finire da anni e anni ormai, ma appena ho qualche euro da spendere, anziché pensare al tipo di pavimento da comprare o al colore del divano da scegliere, penso: quale posto del mondo potrei visitare con questi soldi? Quale sarà il mio prossimo viaggio? Se qualcuno mi propone un’attività sportiva, o un “adventure”, in un attimo indosso l’attrezzatura necessaria ed eccomi! Sono pronta a partire.

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