E’ da un po’ di tempo che seguo Claudio Pelizzeni nella sua avventura in giro per il mondo senza aerei. 1000 giorni senza prendere neanche un volo, tutto questo accompagnato dal suo migliore amico: il diabete.

Non ho mai sentito il diabete come qualcosa di limitante, è una situazione di assoluta normalità, è stato il medico a suggerirmi di raccontare il mio viaggio specificando la mia situazione con il diabete. Nel tempo sono diventato più responsabile a curare meglio il mio corpo. Sono stato anche supportato da moltissime persone con il diabete che mi hanno preso un po’ come un esempio.”

CLAUDIO PELIZZENI NEL SUO GIRO PER IL MONDO SENZA AEREI.

Affascinato dalla storia di Claudio ho provato a contattarlo direttamente attraverso il suo blog “Trip Therapy” per sapere se avessi potuto intervistarlo. Neanche un giorno dopo mi ha risposto con cordialità che avremmo potuto organizzare una chiamata e così è stato. Da subito si è rivelato molto disponibile ed educato.

Claudio è un ragazzo di Piacenza di 33 anni che ha mollato il suo posto da bancario per poter viaggiare e inseguire i suoi sogni:

“Mi guardavo ogni giorno allo specchio e non mi vedevo felice, ero deluso di me stesso per non aver inseguito i miei sogni”.

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Ora Claudio si trova in Cile mentre affronta il suo viaggio in giro per la Patagonia, passando da città in città in autostop e fermandosi di tanto in tanto nella natura incontaminata che solo il Sud America può regalarti.

“In questa natura spettacolare, mi sento il padrone di una terra deserta, per qualche istante la natura diventa mia. Una natura privata, dove ci sono pochi villaggi e per mangiare ti devi arrangiare con la pesca, e quando il pesce manca, ti devi far bastare una ciotola di riso. A differenza di posti come l’Australia, la natura che c’è in Patagonia è molto ospitale, non ci sono animali pericolosi e puoi bere l’acqua dei fiumi. Per la prima volta nella vita ho potuto assaporare il vero sapore dell’acqua che madre natura offre, e fidatevi che è completamente diversa da quella che beviamo in bottiglietta”.

Dimmi un po’ Claudio, come fai a gestire le relazioni amorose? E le amicizie? Come fai a mantenere i rapporti?

“Ho conosciuto persone interessanti, ma mai nessuna è bastata per farmi smettere nel mio viaggio. Viaggiare è la mia priorità. Per quanto riguarda le amicizie, ho quattro amici di una vita che mi aspettano a casa a braccia aperte e con i quali continuo a sentirmi periodicamente. Pasqua per esempio, l’ho passata con loro via Skype. Ormai grazie a internet è molto più facile mantenere i rapporti. Durante i miei viaggi ho incontrato molta gente con i quali si è creato un fortissimo legame e con i quali continuo a sentirmi attraverso i social. Ho imparato a confidarmi con gente che magari avevo conosciuto un’ora prima, scoprendo quanto fosse bello, cosa che con molte persone a casa non riesco a fare.”

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E riguardo il tuo futuro? Che progetti hai? Come pensi sarà il tuo rientro?

“Per il futuro ho molti progetti in testa, il primo è quello di scrivere un libro. Per il resto sono abbastanza sicuro che non rimarrò in Italia. In tutto il tempo che sono stato via non è cambiato assolutamente niente! Mi rendo conto che l’Italia è un paese bellissimo, ma lo stiamo rovinando e sottovalutando senza darle alcun valore. Vorrei continuare a fare quello che sto facendo, questo è certo. Il mio ritorno? Non mi pongo troppe domande, in questo momento sto bene così e spero solamente non cambi niente.”

claudio pelizzeni

Riguardo alla nostalgia, confessa di non starne quasi provando e anzi, con l’andare del tempo, va scemando sempre di più” 

“Il periodo più nostalgico è stato dai sei mesi a un anno e mezzo dalla partenza, poi ho iniziato ad abituarmici sempre di più, a essere sincero ora non sono per niente nostalgico”.

Come fai ad attraversare i mari?

“Per riuscire ad avere un passaggio in barca mi devo sempre informare con gran anticipo e mettermi in contatto con le agenzie per sapere se è possibile avere un posto sulla barca. Di solito inizio ad informarmi  sei mesi prima e continuo a chiamarli fino a quando non siamo d’accordo. I viaggi in barca sono lunghi e pesanti. Dopo 26 giorni non sai più che film guardare!”

claudio pelizzeni

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Alla fine dell’intervista ci scambiamo alcuni aneddoti, racconti che si sposerebbero divinamente con un tavolo e un paio di birre fresche sopra di esso. Perció spero di incontrarti un giorno, Claudio, e condividere qualche esperienza insieme, perchè il telefono è amico delle distanze, ma se il viaggiatore non preferisse gli sguardi alle parole non sarebbe degno di essere chiamato tale. Ti ringrazio, infine, di essere un esempio di libertá, non in quanto viaggiatore, ma in quanto ribelle al comfort di una vita tranquilla, che, tuttavia, non ti apparteneva.

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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