Dopo essermi fermato per qualche giorno ad Assabu (cittadina sperduta nel nulla tra Toyako e Hakodate) mi dirigo verso Hakodate town, dove mi avrebbe ospitato un ragazzo americano amico di Jeremy (il ragazzo che mi stava ospitando ad Assabu). Qui passo quattro giorni in giro per la città scarrozzato su e giù da questi simpatici americani (insegnanti d’inglese). Questa città fu la prima, intorno ai primi del 1800, ad aprire le porte al commercio americano.

Non è una città particolarmente grossa, quindi è molto facile girarla a piedi.

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Cosa fare in questa città:

MT. HAKODATE:

Non ci si può perdere la vista panoramica che offre questo monte. Si può raggiungere a piedi dalla stazione di Hakodate (circa mezz’ora). La funivia costa 600 yen solo andata e 1200 yen andata e ritorno. Consiglio di andarci a piedi (sono solo 40 minuti di camminata) per risparmiare quei dieci euro bruciati per la pigrizia. Se doveste andarci per l’ora del tramonto preparatevi alla presenza di decine e decine di turisti fastidiosi che non vedono l’ora di scattarsi un selfie rovinando del tutto l’atmosfera. Per i meno pigri, consiglio di andarci al mattino a vedere l’alba, sicuramente non ci saranno più tutti quei turisti e lo spettacolo è sicuramente lo stesso, se non migliore.

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HAKODATE BAY AREA:

E’ sostanzialmente il porto, dove si possono trovare ristoranti, negozi e le Kanamori Soko Warehouses, dei magazzini fatti di mattoni rossi che al tempo erano un punto di riferimento della città. Il momento migliore della giornata per andarci è l’ora di cena. Da qui sarà possibile raggiungere il Monte Hakkodate che si trova a pochi passi di distanza. Inoltre c’è l’unico Starbucks della città nel quale si potrà usare il wifi (se doveste andare dentro a prendere un caffè salutatemi Ai Chen, vi innamorerete di lei).

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LUCKY PIERROT :

Lucky Pierrot è una catena di ristoranti a tema dove si possono avere hamburger “alla giapponese”. Penso di aver capito che si trovino solo ad Hakodate (forse anche a Tokyo). Ce ne sono 27 sparsi per la città e con prezzi ragionevoli, si possono avere diversi tipi di hamburger (alcuni sono enormi). Per i non amanti degli hamburger, consiglio di farci un salto lo stesso, sono molto particolari e caratteristici del posto (non preoccupatevi che non vendono solo hamburger).

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HASEGAWA STORE (長谷川ストア):

Questo è un semplicissimo mini-market, ma si possono trovare cibi tipici di Hakodate. Consiglio di andarci perchè è buonissimo e molto economico. Per arrivarci dovrete chiedere a qualcuno che sappia come arrivarci perchè non è facile da trovare.

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KANTARO (函太郎):

E’ uno dei ristoranti più famosi di Hakodate. Qui si trova il sushi migliore del Giappone (così mi hanno detto), ma è anche uno dei posti più cari in assoluto. Un semplice piattino con due sushi può costare anche 500 yen, fidatevi che un piattino non basta per riempirsi lo stomaco. (Pensavo di aver fatto una foto invece sbagliavo).

GORYOKAKO PARK (五稜郭公園):

Un bellissimo parco ed il miglior posto della città per vedere la fioritura dei ciliegi durante l’Hanami. Un un tempo era un forte costruito con lo scopo di difendere lo stretto di Tsugaru in caso di possibili attacchi. Al suo interno si potrà trovare il museo della città che a sua volta si trova nella sala del governo della repubblica di Ezo.

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GORYOKAKO TOWER:

Posta proprio dietro al parco, con soli 840 yen si potrà avere una vista panoramica su tutto il parco. Sotto ad essa si potrà trovare anche un Luky Pierrot con il tema di Gesù.

GORYOKAKO TOWER

ROUND ONE:

Round one è un mega centro divertimenti, dove con solo 18000 yen si può usufruire di tutte le attrazioni presenti al suo interno (videogames di ogni genere, karaoke, motociclette elettriche, roller-blade. Ci si potrebbe passare una giornata intera senza aver fatto tutto quello che c’è dentro.

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!