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Immaginate il luogo più inospitale che si può trovare a nord, nella tundra norvegese, dove per inospitale si intende temperature che arrivano a 30 gradi sotto lo zero e niente negozi, abitazioni o benzinai: questo luogo è il villaggio di Neiden.

A scoraggiare le visite sono sicuramente i 45 chilometri di neve e gelo che lo separano dalla civiltà, eppure è la strada che percorrono i migranti Siriani e Afghani dopo aver passato il confine con la Russia, portando con sé solo la speranza di una nuova vita in Norvegia.

Ragazze e donne che giocano al telefono nella home dell’hotel. uno dei principali problemi è la noia.

L’unico riparo dall’ostilità di questo luogo è l’Hotel Neiden, che adibito a rifugio ospita attualmente 96 rifugiati che hanno trovato una rotta migratoria più sicura ed economica rispetto ai Balcani e Mediterraneo, svincolando il divieto delle autorità russe di varcare le frontiere a piedi, arrivando in bicicletta.

Norway, Kirkenes, Airport, 21/01/2016 view of the outside of the Kirkenes airport. All is cover in snow and the temperature outside is 30 degrees below zero.

Norway, Kirkenes, Aeroporto.

Queste persone, tra cui anche bambini, sono in attesa di una decisione da parte del governo norvegese, in condizioni precarie dove l’inverno ti concede poco più che tre ore di luce al giorno.
Più di 5000 sono i rifugiati che solo nel 2015 sono riusciti ad entrare nel paese passando per Storskog, un numero inaspettato che il governo fatica a gestire (le richieste di asilo sono state più di 30000 l’anno scorso) decidendo così di distribuire i rifugiati nelle cittadine vicino, senza riuscire però ad accettarli tutti.
Molte famiglie che ho incontrato hanno speso dai 10000$ ai 28000$ per arrivare in Norvegia tra sacrifici e stenti, trovandosi ora in situazione di stallo a patire freddo e fame, coscienti che il giorno seguente potrebbero essere rispediti da dove sono arrivati.

Purtroppo non sono riuscito a rimanere più di sei giorni perché sono stato arrestato e deportato in Italia.

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HOTEL NAIDEN, LA PRIGIONE DELL'ARTICO

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Norway, Neiden, 23/01/2016 This picture shows one of the refugees with his son, one of three, doing a walk in the field behind the hotel. The snow in this period can reach 1.5 meters height and every action becomes difficult. In this scene the father bring on his shoulder the son that otherwise would have been able to walk.

Un’uomo con in braccio uno dei tre figli, la neve in questo periodo può arrivare a 1,5 metri di profondità, più alta del bambino.

Norway, Neiden, 24/01/2016 A group of refugees walking after breakfast in the town of Neiden. The cold is extreme but they don't have proper clothes.

Un gruppo di rifugiati con addosso abiti donati ma non sufficientemente caldi.

HOTEL NAIDEN, LA PRIGIONE DELL'ARTICO

Norway, Neiden, 24/01/2016 The twilight in Norway at this point of the season is at 2pm, here a view of the emptyness around the town.

HOTEL NAIDEN, LA PRIGIONE DELL'ARTICO

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Alessandro Iovino è un freelance italiano che vive a Parma. Ha iniziato la sua carriera fotografica nell'Aprile del 2013 dopo aver finito un master in fotografia alla Speos photography a Londra.

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