Chi non conosce il racconto “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl, sicuramente non haGiappone passato un’infanzia felice. Quanti di noi avrebbero voluto vincere il famoso biglietto d’oro per potersi tuffare in un mare di cioccolato e mangiarne all’infinito? Penso di averlo desiderato almeno un centinaio di volte da bambino. Crescendo questo desiderio tende a svanire (non del tutto per alcuni), ma venendo a sapere dell’esistenza di una fabbrica di cioccolato a Sapporo (chiamata Ishiya), mi è tornato alla memoria il ricordo di quando ero piccolo e speranzoso di ricevere il biglietto d’oro. Mi faccio spiegare dalla mia couchsurfer come raggiungere la fabbrica per poterla andare a vedere il giorno stesso. Si trova esattamente di fianco al Shiroi Koibito Park, il parco a tema adiacente, raggiungibile prendendo la metro gialla/arancione verso Miyanosawa e scendendo a questa stessa fermata (l’ultima). Qui basta chiedere dove si trova la fabbrica.
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Dall’esterno non sembra altro che una comunissima fabbrica, ma appena si passa l’ingresso principale, ecco che si entra dentro a una mini città (che sarebbe il Shiroi Koibito Park) proprio come nella “fabbrica di cioccolato di Willy Wonka”. Ok, non è proprio come quella del film: non ci sono fiumi di cioccolata pronta ad essere ingurgitata e le case penso siano proprio fatte di cemento (non ho voluto provare, mi sono fidato del mio istinto), ma agli occhi di un bambino, penso sia tale e quale a quella del nostro amico Wonka. Dopo aver fatto un giretto nel parco, mi dirigo verso l’entrata della fabbrica.
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L’ingresso costa 600 yen (circa 5 euro) ed include un biscotto omaggio. Volendo, aggiungendo al prezzo d’ingresso dai 500 ai 1100 yen, si possono cucinare dei biscotti. Naturalmente ho voluto provare scegliendo l’opzione più costosa dato che i biscotti nell’immagine, mi sembravano essere quelli più buoni. Come al solito non ho capito niente di quello che mi è stato detto e, invece di cucinarli, li ho solamente decorati (l’opzione più costosa prevedeva questo). Per una mezz’oretta sono tornato un bambino di 8 anni, che non vede l’ora di poter mettere del suo nei biscotti appena sfornati dalla madre.

Finito di pasticciare coi miei biscotti, faccio un giro nel museo al piano sottostante, dove sono esposte vere e proprie opere d’arte tutte fatte di cioccolato, dove si possono ammirare persone al lavoro mentre operano sul cioccolato e negozi per comprare souvenir o tanti tipi di dolci come il Shiroi Koibito, due biscotti al burro con in mezzo uno strato di cioccolato bianco (la specialità del posto).

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Contento e soddisfatto del mio pomeriggio, torno verso il centro città, sgranocchiando il biscotto che ho decorato alla perfezione (non è vero, è venuto uno schifo). È stato un po’ come un viaggio nel tempo, che mi ha stimolato ricordi che mi sembravano lontani ma che in un attimo sono tornati attuali. Secondo me la fabbrica di cioccolato è un posto che non ci si può perdere per nessun motivo se si viene a Sapporo.

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!