Oggi intervistiamo Francesca, una ragazza molto coraggiosa e simpatica che ha vissuto 5 mesi in Togo a fare la volontaria per l’associazione MAISONS SANS FRONTIERES.

Ha deciso di mollare tutto per rincorrere i suoi sogni!

Potrete seguirla su facebook e sul suo blog personale.

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1-Ciao Francesca! Innanzi tutto presentati! Quanti anni hai? Di dove sei? Beh ci siamo capiti…

Ciao Michael! Ciao a tutti! Sono una zingara di 31 anni che fino a qualche tempo fa abitava a Como.
Scherzi a parte sono Francesca Naglieri e sono realmente di Como. Ad Agosto ho lasciato I miei 3 lavori e sono partita. Il giro del mondo è sempre stato nei miei sogni, ma mai come lo scorso anno ha preso piega. Al mio 30imo compleanno ho fatto un patto con me stessa: “il 2015 sarebbe stato diverso, molto diverso”, non sapevo come ma lo volevo davvero diverso. E cosi è stato. A MArzo 2015 ho dato disdetta d’affitto, a Giugno ho consegnato la lettera di dimissioni ed il mio cuore iniziava ad essere felice.

2-Dove ti trovi precisamente in questo momento? So che hai passato molto tempo in Togo. Raccontaci un po’ della tua esperienza.

Attualmente sono a Cape Town, arrivata oggi dopo 22 ore di bus da Windhoek (Namibia), sono nella hall di un ostello, tutti sono a letto, ma io avendo dormito sul bus oggi non ho sonno.
Il Togo…un capitolo della mia vita, la mia vita per 5 mesi. 
A Settembre 2015 avevo deciso andare in Irlanda per prendere la certificazione internazionale d’inglese, ma per una serie di motivazioni (caso, fortuna, chiamatelo come volete, ma il caso non esiste) incontro il sito di Maison Sans Frontieres in Togo.
Mi innamoro del progetto, Africa…decido che il freddo irlandese può aspettare.
Quando l’Africa chiama bisogna rispondere.
Guardo subito i voli, il giorno dopo avevo in mano il biglietto.
Due mesi si sono trasformati in 5. Perché? 12 bimbi stupendi, una tata (la fondatrice, Susanna) di soli 26 anni che adora il suo progetto e lo difenderebbe a qualsiasi costo. L’amore incondizionato di cui mi sono circondata per molto tempo non ha fatto altro che accrescere il mio desiderio di restare, ma l’11 Febbraio 2016 sono ripartita. Questa volta per il mio giro del mondo.

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3-Sei una ragazza piena di vitalità, lo si capisce dalle foto. Com’è essere una backpackers in Africa? Accusi molto il fatto di essere una ragazza o la differenza di sesso non si fa sentire?

Vitalità? Trovi? Si forse…(hahaha) A dire la verità non sono se sono una backpacker.
Sono una ragazza come tante altre che un giorno ha deciso di realizzare il proprio sogno, nonostante i pareri discordanti di molte persone.
Sai io credo che non ci siano molte differenze, ovvio bisogna prestare attenzione. A Milano non posso permettermi di andare in giro minigonna e tacco 15 alle 11 di sera. Qui nemmeno (a parte che non ho ne tacchi né minigonna). Piccoli accorgimenti che sono alla base. Non esco sola dopo il tramonto, esco sempre in compagnia altrimenti resto in ostello/casa.
Non sento la differenza di sesso nemmeno in Italia, figuriamoci in Africa…o nel mondo. Per ora no.

4-Quali sono le difficoltà più comuni che incontri?

Devo essere sincera? Non vedo difficoltà. Spesso le persone non mi credono a questa risposta ma credo che se senti quel fuoco dentro che arde, questa è la tua strada e non incontri difficoltà. Solo magari situazioni a cui far fronte, ma non possono essere classificate come difficoltà. Come ad esempio passare la frontiera del Benin senza VISTO dall’Italia, oppure la Namibia senza biglietto di ritorno, ma il sorriso e la gentilezza l’hanno vinta. Sempre. Su tutto.

5-Inutile chiederti quali siano i posti più belli che abbia visto li, ma se proprio dovessi rispondere a questa domanda? Cosa risponderesti?

Arrivo dalla Namibia e ti risponderei il Deserto del Namib. Ti lascia quel senso di “impotenza” davanti alla natura. Quel rumoroso silenzio che ruba l’anima.

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6-Stimo molto quello che stai facendo perché conosco molte ragazze che non avrebbero il coraggio di affrontare un’avventura del genere. Che consigli daresti ad una ragazza che vorrebbe vivere un’esperienza come la tua?

Sai, non tutte inseguiamo gli stessi sogni. C’è chi vorrebbe avere una ferrari testarossa, chi fiumi di scarpe ed io ho buoni piedi per attraversare il mondo.
Oddio non sono molto brava a donare consigli…ma una cosa posso dirla, ASCOLTATEVI e se è questo che vi fa vibrare l’anima, beh non credo che abbiate alternative, questo sogno busserà costantemente alla vostra porta.

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7-Come mai sei partita?

Quando ho realizzato che il sistema è malato. Mi spiego meglio.
Lavori una vita (perché è cosi, purtroppo), magari anche 10/12 ore al giorno, per aprire un mutuo, andare in vacanza una volta o due all’anno, per poi arrivare alla pensione, stanco senza soldi, magari malato o comunque con qualche acciacco e quando ti godi la VITA? Ecco li ho avuto un attimo di paura.. ho una sola vita e voglio godermela ora. Quando avrò 70anni, magari lavorero’! Chi lo sa.

8- Che progetti hai in testa?

Eheheh se lo chiedi alle mie amiche o a mia mamma ti risponderebbero: “una ne pensa e mille ne fa”. Non lo so ancora cosa mi gira per la testa, ma ho molte idee che dovranno essere sviluppate e approfondite. L’unica cosa che ora so che in Italia non voglio restarci.

 

9-In Africa i mezzi di trasporto sono efficienti? Come ti muovi? Non mi stupirei se fossero più in orario di Trenitalia!

Ahaahahah qui esiste l’orario Africano!
Finora mi sono mossa con taxi-moto, taxi, treni,bus, shuttle e devo dire che non ho aspettato molto o forse sono io che mi sono adeguata ai tempi africani?

10-Per finire…Hai intenzione di tornare nel paese della “bella vita”?

Ecco…appunto. la bella vita per me è questa. Che torno a fare in Italia?
 Questa e’ la realizzazione del mio sogno.
L’altro giorno chiacchierando con un amico mi diceva “vorrei essere al tuo posto, ma da viaggiatore so che è tutt’altro che facile, per niente rilassante e decisamente impegnativo”.
Preferisco essere stressata (cosa che non lo sono) per realizzare un mio sogno che il sogno del mio capo.

 

 

 

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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