LE CASCATE DI BAN GIOC.

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Hanoi non è una città che ci entusiasma moltissimo, così non perdiamo tempo e dopo aver cambiato la mia moto (ora il suo nome è catch me if you can) decidiamo di ripartire il più presto possibile.

Siamo nel quartiere vecchio di Hanoi dove compriamo giacche della North Face a prezzi stracciatissimi (140 euro per tre giacche originali Gorotex), ci fermiamo in qualche locale e mangiamo street food. Per il resto, la città ci sfugge. Una particolarità di questo quartiere, forse dell’intera città, mi colpisce: ogni via è dedicata ad una specifica professione. Un enorme supermercato all’aperto dove le vie prendono il posto delle corsie: nella via n.1 si trovano solo lucchetti per moto e arnesi simili, nella via n.2 solamente attrezzi per la cucina, così via fino ad arrivare alla via di soli accendini e sigarette.

Le strade sono troppo trafficate e polverose, piene di artigiani e venditori ambulanti ai marciapiedi che svolgono le loro attività quotidiane. Troppa gente, troppi turisti, troppo rumore. Per noi che siamo alla ricerca di tranquillità e aria pulita non è esattamente quello di cui abbiamo bisogno in questo momento.

Caos.

Seguiamo il consiglio di un ragazzo conosciuto ad Halong Bay e ci dirigiamo verso le cascate di Ban Gioc, situate a nord-est a confine con la Cina. Partiamo presto al mattino, ma per uscire dalla città ci mettiamo circa un’ora, scampando ad una decina di incidenti a testa: qui non sembrano esserci regole stradali e se ci sono non le abbiamo ancora capite. Mi vien da pensare come reagirebbe un russo girando per Hanoi in motorino, sarebbe una strage.

Appena usciti da Hanoi, la spettacolare natura che caratterizza il nord del Vietnam esce allo scoperto regalandoci una guida serena e coinvolgente.

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Dopo 3 ore di guida ci vien fame e ci fermiamo in questo baracchino a lato della strada gestito da cittadini del posto (chissà dove siamo). Rimaniamo colpiti dalla loro accoglienza fuori dal comune e ci fanno sentire subito a nostro agio con i loro sorrisi innocenti e sinceri. Non parlano inglese, ma tra gesti e risate ci intendiamo a meraviglia. Ci offrono del the, ci fanno assaggiare frutti tipici del posto, una specie di involtino di riso con dentro dei fagioli, e per soli 20 centesimi, compriamo una decina di banane.

Fumano bonghe di tabacco e ce ne offrono un po’…non siamo pazzi quindi rifiutiamo.

Dobbiamo ripartire altrimenti si fa buio e senza i fari davanti (naturalmente le moto ce le hanno vendute senza i fari funzionanti) sarebbe un problema.

Troppo tardi.

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Inizia a piovere e la luce del tramonto si indebolisce minuto dopo minuto, fino a lasciarci nel buio completo. Proseguiamo per qualche chilometro stando a coda di una macchina per poter vedere la strada, ma non sappiamo per quanto ancora dovremo guidare prima di trovare un posto dove soggiornare. Per fortuna, dopo un paio d’ore di sofferenza, ci imbattiamo in un piccolo paesino e facciamo capire a due persone che stiamo cercando un posto dove dormire. Ci accompagnano in un hotel, ce l’abbiamo fatta! Anche qui veniamo accolti a braccia aperte e beviamo del thè (il thè offerto è segno di benvenuto) per scaldare i nostri corpi semi-fradici.

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Dove siamo? E chi lo sa! Di una cosa sono certo: siamo in un paesino disperso nelle montagne, tra Hanoi e le cascate di Ban Gioc, forse siamo a metà strada. Non saremmo dovuti arrivare lo stesso giorno? Se avessimo preso le strade principali, non ci fossimo persi una ventina di volte e non ci fossimo fermati così spesso, probabilmente si.

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Mangiamo nel ristorante che affianca l’hotel dove, con solo 5 euro, ci riempiamo lo stomaco di riso, carne, verdure, uova, zuppe e dolci. L’hotel è in ottime condizioni con camere molto spaziose (4 euro a testa).

Il giorno dopo ripartiamo e dopo 4-5 ore arriviamo finalmente a destinazione! Le cascate di Ban Gioc non sono così spettacolari come ci immaginavamo, ma le strade e i posti che abbiamo attraversato per raggiungerle sono stati talmente magnifici, che delle cascate in realtà, ce ne fregava fin li.

 

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le cascate di ban gioc

Prossima tappa? Tutto il nord Vietnam!

Continua…

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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