Sono trascorsi quasi più di 4 mesi da quando ho lasciato ancora una volta l’Italia per girare l’Asia, un continente a me completamente sconosciuto finora e raggiunto solo con l’immaginazione. Ero già stato un mese in Indonesia l’anno scorso, ma solamente a Bali. Quello era solo un assaggio. Sono in Giappone quando mio cugino Marco mi da la conferma: appuntamento per l’undici di settembre ad Hanoi per affrontare insieme un viaggio in moto di un mese e mezzo in giro per il Vietnam. Sono emozionato e un po’ spaventato perché non ho mai guidato una moto, solo un paio di volte in Indonesia. Mi hanno detto che la guida in Vietnam è assurda, non ci sono regole stradali, i bus e i camionisti guidano come folli, la gente guida in contromano in autostrada e il traffico nelle città è insopportabile. E’ tutto vero. Se ti distrai un attimo, c’è alta percentuale di fare un incidente.

Arrivo in Vietnam il dieci settembre nell’aeroporto di Hanoi e iniziano subito i problemi col visto: mi sono dimenticato di farlo e non sono riuscito a stamparlo in tempo. Per fortuna, dopo due ore di rimproveri sono riuscito a sistemare tutto. Sono le sette di sera, pago un taxi e mi dirigo verso il “Guest Hostelworld 2” dove il giorno successivo, sempre verso le sette di sera, mi avrebbe raggiunto mio cugino. Appena arriva ceniamo, beviamo due birre e ci raccontiamo quello che è successo nell’ultimo periodo senza soffermarci troppo sui dettagli. Non ci siamo visti per quattro mesi, di cose da raccontarci ne abbiamo tante, ma abbiamo anche tanto tempo da spendere assieme per raccontarcele.IMG_8093

Compriamo subito due “Honda Win 110” a duecentocinquanta USD l’una, questa dovrebbe essere la moto più comune tra i backpackers e decidiamo di uscire subito da Hanoi, qui non c’è molto da fare. Le strade sono troppo trafficate, polverose e sporche e anche se la gente è piuttosto tranquilla, non c’è quella serenità di cui abbiamo bisogno. Ci dirigiamo quindi verso la famosa Ha Long Bay, naturalmente la mia moto dopo neanche due ore di viaggio inizia ad avere problemi, ma non mi soffermo a parlare di questo perché mi sale solo il nervoso. Il pensiero di essere stato così ingenuo mi infastidisce, mi rasserena solo il fatto che io di motori non me ne intendo (se comprate una moto, ricordatevi di provarla almeno per mezza giornata). IMG_8074

Ha long bay è forse uno dei posti più conosciuti e visitati del Vietnam e anche se non mi piace visitare “posti turistici”, questo è senz’altro uno dei posti da visitare almeno una volta nella vita, soprattutto se si trova a 200 km di distanza da dove ti trovi. Per fortuna è settembre, quindi siamo fuori stagione, infatti ci sono pochissimi turisti e backpackers. La maggior parte dei turisti sono vietnamiti benestanti del sud.

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Scegliamo strade secondarie e ci perdiamo tra le montagne, scoprendo da subito la bellezza di questo paese. Mi sono bastati pochi giorni per innamorarmi della natura incontaminata del Vietnam.

Ci mettiamo due giorni a percorrere quelli che sarebbero dovuti essere 200 km se avessimo preso le strade principali e quando arriviamo finalmente a destinazione, ci fermiamo nel Guide House Hostel, un ostello situato nel centro della città a pochi metri dal mare. Il proprietario dell’hostello è molto ospitale e cordiale, parla bene l’inglese e ci da consigli generali su dove andare e cosa visitare. Quattro euro a notte a testa, questi sono i prezzi medi degli ostelli qui in Vietnam.IMG_8161

Siamo stanchi perché abbiamo guidato tutto il giorno. Ci laviamo, prenotiamo la barca che ci avrebbe portato in giro per la baia “dove il drago scende in mare” e ci precipitiamo a letto.

Continua…

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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