Luke Carpe That Fucking Diem. Il giro del mondo senza aerei.

Poco fa, attraverso Backpacking tips for girls, ho conosciuto un ragazzo molto interessante. Il suo nome è Luca Curti Gialdino che da ormai sette mesi sta facendo il giro del mondo senza aerei! Ho deciso di contattarlo su Facebook per sentire la sua storia. Qua potrete trovare la sua pagina personale: Luke Carpe That Fucking Diem.

Ciao Luca come stai? Perché non ti presenti? Quanti anni hai? di dove sei?

Ciao Michael! Io sono Luca, romano di 26 anni con una laurea magistrale in economia e una lista di 101 cose da fare prima di morire in tasca. L’idea di scrivere questa lista mi è venuta durante la sessione estiva del primo anno magistrale. A quella sessione ero arrivato svogliato e molto deconcentrato. Avevo una domanda costante che proprio non riuscivo a togliermi dalla testa: “Ma chi me lo fa fare?” [nota: la domanda era un po’ più colorita]. Essenzialmente avevo realizzato che, come un bravo soldatino, stavo mettendo da parte i miei interessi per soddisfare le cosiddette “priorità della vita”, imposte dalla società: studia, lavora, fatti una famiglia, metti da parte i soldi e, soprattutto, MUORI SENZA AVER VISSUTO. Decisi così di scrivere questa sorta di “lista dei desideri”, con 101 punti, da completare una volta finita la laurea (lasciare il corso, ti dico la verità, mi sembrava un po’ un peccato per come stavo andando e poi comunque avevo bisogno di crearmi un tesoretto prima di lanciarmi nell’impresa di completare tutti i punti).

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Da quanto è che sei in giro? E soprattutto che giro stai facendo? Dove ti trovi in questo momento?

Ormai sono in viaggio da più di 7 mesi. Finora, senza aerei, ho visitato 11 Paesi, partendo dall’Italia. In Asia sono stato in Mongolia, in Cina, in Vietnam, in Cambogia, in Laos, in Thailandia e in Myanmar. In Mongolia ci sono arrivato partendo da Padova, passando per l’est Europa in pullman, da Praga fino a Mosca, fermandomi prima a Varsavia e poi a Riga. Da Mosca poi, per raggiungere la capitale cinese, ho preso la transiberiana, una delle esperienze più belle della mia vita ed in 5 giorni di treno sono arrivato ad Ulan Bator, la capitale della Mongolia, dove mi sono riposato qualche giorno per poi ripartire con un altro treno, questa volta la transmongolica, ed in 25 ore circa arrivare a Pechino. Ora mi trovo nuovamente in Thailandia, nella bellissima Koh Tao per un corso di immersione, ma non conto di fermarmici ancora molto. Tra meno di una settimana infatti penso di scendere giù in Malesia e concludere la parte di viaggio asiatica con Singapore. Nelle mie intenzioni vorrei poi fermarmi un bel po’ in Australia (ho un visto working holiday), visitare la Nuova Zelanda e poi passare altri 6-7 mesi in Sud America, prima di rientrare in Europa. Ma chi lo sa davvero come proseguirà questo giro del mondo, ho già cambiato itinerario varie volte.

So che hai un blog che si chiama Luke Carpe That Fucking Diem… Un nome abbastanza originale per un blog, come mai questo nome?

Quando ero a casa, non mi vergogno di ammettere che pur essendo una delle persone più organizzate che conoscevo, avevo sempre un bruttissimo rapporto con il “tempo”. Essenzialmente ero sempre a rincorrerlo, cercando in tutti di modi di controllarlo, di rallentarlo. Da quando son partito, invece, il tempo ho semplicemente cominciato a viverlo. Perché il mio viaggio, pure se potrebbe sembrarlo, non è una vacanza. Non mi sono preso un paio di settimane prima di reimmergermi nuovamente “nel lavoro e nel tran tran giornaliero”. No, questa da 7 mesi è semplicemente la mia vita. Ogni mattina mi alzo e so che avrò 24 ore completamente a mia disposizione che posso spendere come meglio credo. Il nome del mio blog e della mia pagina facebook, quindi, non sono altro che il riassunto perfetto della mia filosofia di vita. Va bene tenere in considerazione il passato (serve soprattutto per evitare di commettere i medesimi errori), va bene fare progetti per il futuro (penso sia importante sapere dove si sta andando), ma non bisogna MAI E POI MAI dimenticarsi che la vita è fatta di “attimi”, attimi che vanno vissuti pienamente perché una volta passati non torneranno mai più, attimi che a volte, inaspettatamente, potrebbero addirittura essere gli ultimi. E’ così che voglio vivere la mia vita, dando ascolto ogni giorno a me stesso e ai miei bisogni, dando valore ad ogni ora. Quel titolo, dal tono “goliardico”, semplicemente me lo ricorda ogni giorno.

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Racconta in breve qualche tua esperienza indimenticabile. Cosa ti sta regalando il tuo viaggio?

Qualche settimana fa ho scritto a mia madre una lettera per il suo compleanno e prima di salutarla ho cercato di darle una piccola idea di cos’è stata per me, finora, questa esperienza pazzesca. Mi piacerebbe inoltrarti quella descrizione così come l’ho scritta, perché rende abbastanza bene l’idea.

Negli ultimi 7 mesi ho messo piede in 11 differenti Paesi, tutti raggiunti attraversando le rispettive frontiere via terra; ho visto due delle 3 piazze più grandi del mondo (Tienanmen e Rossa); ho preso la Transiberiana prima e la Transmongolica poi, vivendo un totale di 6 giorni sui treni; ho visto la Grande Muraglia Cinese, una delle 7 meraviglie del mondo, e l’infinito Esercito di Terracotta dell’imperatore Qin; ho saltato da un ponte alto 11 metri giusto per il gusto di farlo; ho esplorato grotte profonde centinaia di metri; ho fatto il bagno in più di una ventina di cascate, una più bella dell’altra; ho scalato colline e montagne desiderando di morire, ma ripagato ogni singola volta dalle indescrivibili viste che si possono ammirare dalle cime; ho visto più di un centinaio di templi e ammirato magnifiche rovine come quelle di Angkor Wat e My Son; ho capito per davvero che cos’è la guerra e quanto male un uomo è in grado di fare ad un altro uomo; ho visto spiagge mozzafiato e dormito in bungalow da 5 euro in barba ai Resort a 5 stelle luxury; ho fatto 600km in autostop in appena due giorni, con addirittura pasti offerti; ho mangiato carni particolari come rane e serpenti, senza dimenticare poi i prelibatissimi insetti (e sono certo al 90% di aver mangiato anche qualche cane e gatto); ho visto tramonti così belli da arrivare a commuovermi; ho ricevuto un Sak Yant, un tatuaggio magico, da un monaco thailandese così sadico che ogni volta che cacciavo un urlo rideva di gusto; ho fatto immersioni in uno dei posti più belli del mondo e sono sopravvissuto al leggendario Full Moon Party; ma cosa più importante di tutte, ho conosciuto davvero tante tante persone con il quale ho condiviso parte del viaggio, o giusto una serata o una birra, ma che ricorderò per sempre, perché ognuno di loro ha contribuito al mio cambiamento interiore che è in continua evoluzione.

12963577_921222647977000_887625032630196575_nSo che viaggiare da soli a volte può essere difficile, come affronti le tue paure? E le difficoltà che incontri?

Sinceramente finora credo di essere stato molto fortunato, perché non ho ancora trovato grosse difficoltà. Non ti nascondo che a me piace da morire stare da solo, quindi il viaggiare in solitaria più che un peso per me è una vera e propria liberazione. Da quando mi alzo al mattino a quando vado a letto la sera non c’è un momento in cui non sia totalmente libero di fare quello che più desidero. Questo perché non devo prima confrontarmi con qualcuno, mettermici d’accordo e alle volte addirittura doverlo convincere. Penso sia anche per questo motivo che ho sviluppato tantissimo la capacità di ascoltarmi e capire facilmente di cosa abbia bisogno. Detto questo però, mi è capitato più di una volta di condividere una parte del mio viaggio con altri backpackers solitari come me, ma anche in quel caso ammetto di non aver trovato grossi vincoli. Con alcuni viaggiatori, ad esempio, non ha funzionato e dopo neanche 2 giorni ci siamo salutati, con altri, invece, ho viaggiato addirittura per 2-3 settimane arrivando al momento dei saluti veramente veramente triste. Questione di compatibilità penso.

Che consigli daresti a chi come te vorrebbe affrontare un’esperienza simile?

E’ un’esperienza a dir poco incredibile, tutte le aspettative che avevo prima di partire son state totalmente surclassate dalla realtà. In soli 7 mesi sono cambiato e cresciuto davvero tantissimo. Detto questo però, non mi sento di consigliarla proprio a tutti. Non credo infatti che questo tipo di viaggio in particolare sia adatto a chiunque. Io ad esempio quando son partito avevo messo in conto che sarei potuto tornare a casa nel giro di un mese, due al massimo. Questo perché non lo puoi sapere al 100% prima della partenza, soprattutto se hai poca esperienza e ti ritrovi a viaggiare in Paesi mooolto diversi dal tuo. Ma se sei incuriosito da questo tipo di avventura il mio consiglio è di informarti quanto basta (così da colmare un po’ la mancanza di esperienza) e poi buttarti nella mischia, senza darti troppa fretta soprattutto all’inizio. E’ davvero facile capire se questo tipo di esperienza fa per te o meno. Se lo è continui, altrimenti, beh, a tornare indietro fai sempre in tempo ma ti sei decisamente tolto un gran bel dubbio.

Come gestisci l’aspetto economico del viaggio? Dove trovi i soldi e quanto spendi in media al giorno?

Detto tra noi non ci vogliono 2 lauree in economia per gestire bene l’aspetto economico (anche se male non fanno dai). Io ho un budget di 20 euro giornalieri, quindi circa 600 mensili. In alcuni Paesi sono riuscito a rispettarlo senza problemi, in altri è stato lievemente più difficile, ma per il momento ha poca importanza. Il mio budget infatti è calcolato sul lungo periodo, quindi avrà una certa rilevanza una volta raggiunto il primo anno di viaggio. Per quanto riguarda i soldi in sé e per sé purtroppo io non sono ricco, lo chiedo tutti gli anni a Babbonatale, ma forse sbaglio indirizzo. Per fortuna mi son reso conto a casa che tagliando alcune spese inutili non era poi così difficile mettere da parte i soldi necessari a questo giro del mondo (che tocca solo Paesi, per così dire, “low cost”). Per cui durante i 2 anni magistrali ho messo da parte più soldi possibili evitando costose vacanze estive, la macchina o il motorino, il cellulare nuovo, lo shopping mensile, le serate alcoliche ogni weekend ecc. Non immagini neanche quanti soldi ti puoi ritrovare in tasca alla fine del mese in questo modo.

PS se poi ci aggiungi che non fumo e che negli ultimi 2 anni, per una pura casualità, non ho avuto una vera e propria relazione sentimentale, il gioco è fatto ahahah.

LUCA INSIEME A CATERINA DI BACKPACKING TIPS FOR GIRLS

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Parti sempre organizzato o vai abbastanza a caso facendoti trasportare dai sentimenti?

No in genere sono piuttosto informato sul luogo dove sto andando. Il mondo è davvero vastissimo e quando ti ritrovi con solo 30 giorni di visto e devi decidere dove andare vuoi che ogni giorno sia speso in un posto incredibile. Ma non posso negare che spesso il mio “itinerario mentale” ha subito delle importanti modifiche. Mi è capitato non poche volte infatti di confrontarmi con altri viaggiatori e scoprire all’ultimo minuto dei posti davvero imperdibili. In quei casi quindi mi faccio più guidare dalle mie sensazioni che dall’organizzazione, ritrovandomi in posti che non conosco (addirittura mi è capitato con un intero Paese, il Myanmar, che non era nel mio itinerario originale) e finora non mi sono mai pentito della scelta fatta.

Quando hai intenzione di tornare? Sempre se ce l’hai… Progetti futuri?

Il mio piano è di stare in giro per 2 anni circa, mese più mese meno. Ma come dico sempre è solo un’idea. Non sono mai stato così libero in vita mia, quindi se domani volessi rientrare a casa o al contrario stare fuori un po’ di più, beh so che posso farlo (se non scialacquo tutto il mio tesoretto è ovvio ahah). Per quanto riguarda i progetti futuri ho molte idee in testa ma per il momento non ci penso troppo e non ne voglio ancora fare, chissà quante cose cambieranno ancora prima del mio ritorno. Ciao Michael!

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Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!

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