Mawlamyine – the breeze town

Quando ho deciso di rimettere lo zaino sulle spalle e di imbarcarmi in una nuova avventura il Myanmar mi terrorizzava. Questo paese, dalla storia travagliata e dal presente ancora confuso, mi spaventava… avevo il forte desiderio di andare a scoprirlo, di immergermi in quella che, ancora oggi, è una realtà autentica che permette davvero di saltare indietro nel tempo.

Non avrei mai pensato di trovarmi ad attraversare il confine tra la Thailandia e la ex Birmania dopo appena 4 settimane di viaggio. Eppure eccomi qui!

Mi è bastato fare 10 passi oltre il confine per rendermi conto di quanto le mie paure fossero infondate. Questo paese potrei descriverlo utilizzando una sola parola: “ospitalità”! Non mi era mai capitato di entrare in ufficio dell’immigrazione e di venire accolta con un sorriso, non mi era mai successo che un funzionario prendesse il mio zaino dalle mie spalle e mi porgesse un ventaglio ed un bicchiere d’acqua.

In meno di dieci minuti sapevo esattamente dove dirigermi: un signore di una dolcezza infinita si è seduto di fianco a me, su un marciapiede, ha preso carta e penna e si è messo a disegnare l’itinerario perfetto per me. Non voleva nulla da me, voleva solo aiutarmi, rendere la mia esperienza in Myanmar davvero speciale.

È grazie a questo simpatico signore che ho deciso di cominciare il mio viaggio da Mawlamyine, un piccolo angolo di paradiso cullato dal fiume, a due passi dal mare.

Varie-2013SeparatoreMawlamyine è un paese poco frequentato dai turisti, forse è anche per questo che me ne sono innamorata così tanto. Qui la vita scorre lenta, senza fretta. C’è silenzio in riva al fiume, i bambini ti salutano, le persone ti sorridono, è facile sentirsi a casa.

Ho deciso di alloggiare presso Breeze Guest House, una piccola pensione sul lungo fiume gestita da un simpatico signore che si fa chiamare Tony e che ha tanta voglia di parlare e di raccontarsi.

L’ingresso del Breeze Guest House

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Sono qui da tre giorni ormai. E’ tempo di ripartire. Eppure sento che questa potrebbe essere casa mia, mi sento rigenerata dopo la confusione ed il turismo sfrenato della Thailandia. Prima di andarmene però vorrei tanto condividere con voi le esperienze meravigliose che questo posto è riuscito a regalarmi.

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Varie-2013SeparatoreTony ha tentato di vendermi un tour sull’isola di fronte a Mawlamyine la prima sera, se il mio budget giornaliero fosse più largo avrei accettato, ma devo fare attenzione, i soldini finiscono in fretta, specialmente quando hai in programma di viaggiare per tanti mesi. Per fortuna tra gli ospiti della Breeze Guest House c’era anche Sam, brillante giornalista canadese alle prime armi, curioso e intraprendente, che mi ha convinta a cercare di raggiungere l’isola senza guide.

L’impresa si è rivelata più semplice del previsto. È stato sufficiente recarsi al molo per trovare una barchetta riservata ai locali che ci ha portati al di là del fiume per soli 300Mmk (0,22 euro).

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Varie-2013SeparatoreAbbiamo trascorso una giornata intera a esplorare il villaggio, camminando nel fango, bevendo birra calda, cercando riparo sotto gli alberi perché il sole qui picchia, picchia forte davvero.

Abbiamo camminato tra i campi, abbiamo chiacchierato con chiunque, o almeno ci abbiamo provato =) abbiamo assaggiato pasticci di riso avvolti in foglie di banano…e poi siamo rientrati, arrancando nel fango, perché la marea qui sale in fretta e non si cura dei marciapiedi e delle vie sterrate.

Mawlamyine ha tanto da offrire, abbiamo concluso la nostra giornata ammirando un bellissimo tramonto dalla Kyaikthanlan Pagoda, la stessa di cui scrisse Kipling:

“By the old Moulmein Pagoda, lookin’ lazy at the sea, There’s a Burma girl a-settin’, and I know she thinks o’ me”.

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Varie-2013SeparatoreFino ad oggi, questo è il tempio più bello che io abbia mai visto. La brezza, il silenzio, la pace totale.

Perdetevi tra le strade di Mawlamyine, ridete insieme ai locali che vi guarderanno come se avessero appena avvistato un alieno con abiti buffi. Questo piccolo paesino è magico, lo è davvero, non lo scorderò mai!

Se siete temerari, se il traffico chiassoso e sregolato del Myanmar non vi spaventa, vi consiglio di noleggiare uno scooter e di dirigervi verso sud.

In meno di un’ora potete raggiungere Win Sein Taw Ya, casa del più grande Buddha sdraiato del mondo, che di per sé è già uno spettacolo incredibile e che nasconde al suo interno una delle gallerie più assurde che io abbia mai visto in vita mia!

Varie-2013SeparatoreSe l’esterno del Buddha è ricoperto in piastrelle colorate e scintillanti, l’interno è grezzo, puro cemento senza fronzoli. Le varie stanze fanno da casa a rappresentazioni tra l’idilliaco e il terrificante, statue di monaci in preghiera si alternano a corpi straziati da demoni infernali. Inquietante, bizzarro, bellissimo, imperdibile.

Wins Sein Taw Ya non è l’unica meraviglia della zona, ritornando verso Mawlamyine è impossibile non notare il meraviglioso Kyauktalon, tempio arroccato su un’altura che sorge in mezzo ad una vasta pianura.

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Da amante del trekking quale sono non ho potuto evitare di arrampicarmi fino alla cima ed ecco che Mawlamyine mi ha regalato il secondo tramonto mozzafiato.

 

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Varie-2013SeparatoreSono felice, felice perché questo inizio è stato magico, felice perché ho visto paesaggi incredibili, felice perché il Myanmar non mi ha delusa, felice perché ogni passo che faccio mi porta ad incontrare persone speciali.

Stasera me ne vado… e non vedo l’ora di scoprire cosa il Myanmar ha in serbo per me!

 

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Katramina ha 28 anni ed è il classico esempio di adulto incapace di gestire la propria vita…. aspetto che, in realtà, a Katramina piace parecchio. A Katramina non piace l’ordine, non le piace proprio. Non le piace l’ordine in nessun campo. L’ordine la fa sentire in gabbia, stritolata, senz’aria. Katramina ama viaggiare, sopra ad ogni cosa ama salire sugli aerei e volare verso una vita nuova. Solitamente, a intervalli di 12 mesi, settimana più, settimana meno, Katramina molla tutto e se ne va. Katramina scrive, per piacere e per dovere. Si guadagna da vivere cercando di convincere le persone a comprare cose. A comprare caffè, cocktails, cucine industriali, impianti fotovoltaici, la mamma del vicino. Katramina è una concert junkie senza speranza. Si tratta di una dipendenza gravissima che la costringe ad acquistare qualsiasi biglietto e a soffrire di fortissimi dolori interni ogni qualvolta la tragica situazione “sold out” dovesse presentarsi.

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