banana-farmLa mia prima esperienza lavorativa australiana è stata nel mondo delle farm, più precisamente nelle famose “banana farm“.

Era già da un po’ che mi stuzzicava l’idea di andarmene in Australia e lavorare per un certo periodo, quando dall’America, ho visto delle foto su Facebook di un mio amico in mezzo a degli alberi di banane mentre impugnava un machete, così mi è venuta la curiosità di come fosse quel tipo di lavoro: quanto si potrà mai guadagnare? quanto potrebbe essere faticoso?, che permesso o visto bisognerà avere ecc…Ho scritto così al mio amico chiedendogli se, una volta ottenuto il Working Holiday visa (è il visto che ti permette di lavorare in Australia), ci fosse lavoro intorno gli inizi di febbraio e se, nel caso, avrebbe potuto avvisare il manager dell’ hostello del mio arrivo.

Donec aliquet consectetur gravida. Mauris egestas dolor quis mi commodo, vitae consequat justo imperdiet. Cras magna libero, pretium non lacus egestas, tristique rhoncus velit. In consectetur mauris nec eros lacinia placerat. Etiam felis est, ullamcorper id turpis vitae, molestie vehicula purus. Nullam sit amet laoreet enim. Curabitur eget eleifend nisi, in tincidunt ante. Donec purus neque, rutrum et velit in, blandit pulvinar odio. Donec non lobortis leo. Ut velit ante, interdum aliquet accumsan eu, sodales at erat. Nunc ultricies convallis tellus, a volutpat est euismod venenatis. Vestibulum diam velit, consequat quis imperdiet semper, ultricies non ipsum. Donec vulputate metus dui, nec dapibus enim iaculis sit amet. Mauris urna tellus, venenatis nec ultricies quis, ultricies vitae ipsum. Nam accumsan nunc nunc, id tempus massa facilisis ac.

lavorativa

A risposta positiva decido di comprare il biglietto da San Francisco a Brisbane (scelta sbagliatissima dato che il posto in cui sarei dovuto andare era a Innisfail, ben 1700 km di distanza).

Dopo quasi 52 ore di viaggio per arrivare in Australia (sì, sono uno di quelli che cerca il volo più economico ma anche quello più lungo) me ne sono approfittato per fare tutto ciò che mi serviva per lavorare (TFN, conto bancario, scheda telefonica, tutte cose che lì si fanno benissimo in una giornata) e mi sono avviato subito verso questo paesino a un’ora da Cairns, a quasi 2000 km a Nord da Brisbane. Tutto questo senza sapere ch e le ferrovie australiane sono organizzate malissimo (a differenza delle linee aeree).
28 ore di viaggio!!! 28 lunghissime ore seduto su una poltroncina di un treno .

Finalmente arrivo a Innisfail dopo 80 ore di viaggio!!! Incredibile vero???
Almeno mi sono visto tutta la vegetazione del Queensland da un finestrino.

Eccoci dunque allo “Backpackers Shack hostel” (il lavoro di farm per la maggior parte delle volte ti verrà dato attraverso il working hostel).

Backpackers

E’ venerdì e dopo tutte queste ore di fatica e stress avrei veramente bisogno di rilassarmi e festeggiare il mio primo e vero giorno in Australia. Naturalmente inizio a conoscere un po’ di gente e a informarmi più nello specifico di che tipo di lavoro andrò a fare, venendo a scoprire verità da me ignorate: avrei dovuto trasportare caschi di banane dai 50 kg ai 90 kg per otto ore al giorno con qualsiasi condizione climatica.

Cosa??? Va beh dai…Mi rasserena il fatto che avrei iniziato dopo due settimane, quindi due settimane di tempo dove avrei potuto mettermi un attimo in forma per non collassare il primo giorno (arrivavo da tre mesi in giro per la California senza aver fatto nessun tipo di sforzo fisico se non quello di camminare).

Sabato si ripete identico a venerdì: mi ambiento un po’, faccio qualche amicizia e faccio le ore piccole.

Domenica…ecco di domenica mattina di certo non mi aspettavo che il mio manager venisse nella mia stanza a darmi la buona notizia: avrei iniziato a lavorare il giorno dopo. Panico!!! E ora come faccio? In molti mi avevano appena detto che era facile essere licenziati, che i primi giorni sono veramente duri e faticosi, che in alcune farm certi ragazzi sono addirittura svenuti dallo sforzo e che, se si veniva appunto licenziati, era lunga l’attesa per essere presi in un’altra farm.

Facciamoci coraggio!!!

Facciamoci

Lunedì: sveglia alle 5 e 30 am. Per colazione, uova e pancetta per avere un po’ di energia. Alle 6, fuori che aspetta, c’è il pulmino che mi avrebbe portato a lavoro insieme ad un gruppo di altri ragazzi. Alle 7 si attacca lavoro. Il lavoro nella mia farm si divide in: tre Cutter ( chi taglia l albero ), tre Hamper ( chi trasporta i caschi di banana ) e un supervisore che, di solito, è anche chi guida il trattore che ha un Trailar attaccato sul quale verranno messi i bunch (caschi) di banana.
Dopo tre ore di lavoro inizio a sentire la stanchezza arrivare piano piano indebolendomi sempre di più. E mancano ancora 5 ore!!! Verso le 11 c’è lo spuntino e grazie al cielo riprendo un po’ di energie.

Tieni duro la prima settimana e vedrai che poi sarà un gioco da ragazzi (questo è ciò che tutti mi dicevano), se superi la prima settimana è fatta. Così ho tenuto duro stringendo i denti… Avevano ragione!!! dopo una settimana ci si abitua allo sforzo e i problemi diventeranno altri!!! (leggi “lavorare in banana farm”). Dopo tutto la mia prima esperienza in Australia non è stata così traumatica, faticosa la prima settimana, ma sicuramente un’avventura ed un esperienza da raccontare!

prima

Un consiglio: fate i vostri 88 giorni subito (se volete il secondo visto) anche se saranno faticosi: ho conosciuto molta gente che non è riuscita ad ottenere il secondo visto o che ha rischiato di non ottenerlo proprio perché si sono tenuti i giorni all’ultimo. Ottenerli non è così semplice come sembra.

The following two tabs change content below.
Sono Michael, un ragazzo avventuroso e con la voglia di scoprire, esplorare e condividere nuove emozioni ed esperienze. Dopo aver concluso gli studi liceali, ho iniziato quelli universitari a Milano, sotto la facolta’ di sociologia, rendendomi conto però che non era la mia strada. Ho deciso cosi’ di mettere un po’ di soldi da parte iniziando a lavorare, per partire in viaggio nel 2012 (inizialmente sarebbe dovuto durare 3 mesi) e scoprendo così la mia vera natura, quella del viaggiatore. Non mi ritengo uno scrittore nato, per questo ho sempre negato a me stesso la possibilità di creare un blog, ma la voglia di condividere e il desiderio di motivare persone di qualsiasi età, come me, stufe della monotonia e vogliose di vedere cosa c’è al di la’ della vita quotidiana, mi hanno spinto ad aprire Vita da Backpackers!