Sri Lanka, la lacrima dell’India, un paradiso equatoriale nella posizione più strategica dell’oceano indiano.

Primo produttore mondiale di Cannella, terzo dopo India e Cina nella produzione di tè.

Oggi vi racconto un’esperienza di viaggio, ma anche un approfondimento e soprattutto un reportage fotografico sull’oro grezzo dello Sri Lanka, che ne ha segnato le caratteristiche rendendolo uno dei paesi più suggestivi da visitare, in una vastità di rigogliosi giardini di tè tra le verdeggianti colline dell’up country.

Questa prima parte di racconto è dedicata al tè Ceylon, ai suoi giardini, ma soprattutto al lavoro stremante di giovani ragazze e donne che con tanta fatica e dignità fanno arrivare sulle nostre tavole questa bevanda, così scontata per tutti, presente nei supermercati e botteghe di tutto il globo, ma che ancora oggi inevitabilmente si basa su un sistema di lavoro pesantissimo.

Una rigogliosa tea-estate di Nuwara Eliya.

Pluckers

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Quando nel 1867 un’epidemia distrusse tutte le coltivazioni di caffè presenti sull’isola, alcuni agricoltori e proprietari terrieri britannici, grazie alle perfette condizioni climatiche, decisero di piantare i primi semi di tè che in effetti attecchirono maestosamente fino a iniziare, nel giro di pochi anni, le prime esportazioni verso l’Inghilterra.

Con la crescita della produzione, le piantagioni iniziarono a diventare molto redditizie e si rese ben presto indispensabile un aumento consistente di mano d’opera esperta.

Iniziò così una brutale esportazione di famiglie Tamil originarie del sud dell’India, trascinate a lavorare nelle piantagioni dello Sri Lanka in miseria e assoluta emarginazione etnica e linguistica.

 

Ritratti di alcune pluckers (raccoglitrici) di tè durante il lavoro.

Picking

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Oggi dopo quasi 150 anni le cose sono migliorate, ma le condizioni continuano a essere lontane dalle concezioni occidentali considerate accettabili.

Rimangono così ad arricchire questa straordinaria isola migliaia di donne virtuose, spesso troppo giovani, quasi sempre molto anziane, che passano la loro intera vita tra le file di questi giardini a raccogliere e pesare il raccolto quotidiano.

 

Donne Tamil al lavoro tra le file dei giardini di tè nella nuvolosa e piovosa UpCountry dello Sri Lanka.

Three pickers

Bag

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Group

Pano The2

Passara

Picker rain

GreenTamil

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Un gruppo di raccoglitrici si mette in fila per la pesa del raccolto del mezzogiorno, ognuna col suo sacco, in attesa del proprio turno e della paga, anche sotto la pioggia battente.

 

Back under the rain

LA PESA

Pesa bilancia

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La fine della giornata di alcune raccoglitrici nelle loro case, dove dopo ore trascorse tra le file delle piantagioni, si dedicano ad attività di casa, chi lava stoviglie nei secchi, chi cuce a mano e chi prepara un tè.

Tutte le abitazioni sono umili ed essenziali, spesso sono di proprietà delle piantagioni e vengono assegnate alle famiglie dei lavoratori.

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Aci House

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Picker Doorsteo

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Il reportage è stato realizzato da me con assistenza tecnica e linguistica di Nayanadeepa Dilan che si è rivelato molto più di guida e assistente, in 30 giorni di condivisione assoluta è nata una sincera amicizia che ha reso tutto il lavoro molto più semplice e piacevole.

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NayanaMatugama

Nayanadeepa con il three-wheeler col quale abbiamo viaggiato per contenere i costi.

 

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Mi chiamo Giacomo Bruno, sono un fotografo e videomaker professionista, classe 1991. Dopo il liceo ho iniziato il mio primo approccio alla fotografia professionale in uno studio di fotografia industriale e advertising. Lì ho continuato a lavorare e a crescere professionalmente, fino alla fine del 2013, quando ho deciso che era ora di iniziare un percorso indipendente. Da allora proseguo il mio percorso in un contesto industriale, fatto di aziende, cataloghi e fiere. Da freelance ho il privilegio di poter decidere, gestire e alternare i miei impegni di lavoro a quella che è la mia passione più grande, viaggiare.

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