Dopo il primo racconto dedicato al Tè Ceylon, siamo di nuovo in Sri Lanka, stavolta con una delle tradizioni forse più caratteristiche e ormai diventate un’icona di questo paese: la pesca.

Come il tè, la pesca, è da sempre una delle principali fonti di sostentamento per gli abitanti dell’isola e anche se l’economia è in rapida crescita e le tecniche tradizionali sono state sostituite da tecniche più moderne, rimangono ancora vive alcune tradizioni tipiche e uniche di Sri Lanka.

Una su tutte è senz’altro quella degli Stilt fishermen delle coste sud dell’isola.

Di tutti i modi esistenti per pescare, questo forse è il più stravagante. I pescatori infatti, generalmente nelle prime ore del mattino e durante il tramonto, salgono su trampoli ben saldi sul fondo del mare, e in piedi o seduti, si sporgono in perfetto equilibrio con rudimentali canne di legno in attesa che qualche pesce abbocchi all’amo. Quello a cui si assiste in questi momenti del giorno è un vero spettacolo di bellezza, ma anche un grande sforzo per questi pescatori, che stanno per ore in posizioni scomode ed esposti a sole, vento e acqua salata ogni giorno.

Non sorprende infatti che la maggior parte delle famiglie che prima vedeva in questa pratica l’unica fonte di sopravvivenza, ora si dedichi all’emergente settore terziario del turismo, che ha aperto inevitabilmente nuove prospettive, come sempre a scapito di antiche tradizioni ,sempre più in disuso.

Oggi, per potere mantenere viva questa tradizione, i pescatori chiedono una mancia per le fotografie ai turisti.

A primo impatto infatti, può sembrare di trovarsi di fronte a una messinscena, ma non bisogna dimenticare che i soldi dei turisti sono una enorme e importante risorsa per tenere viva questa tradizione che altrimenti rischierebbe di essere inglobata e cancellata dalla moderna cultura globalizzata.

Alcuni pescatori alle prime luci del mattino sulla spiaggia di Koggala.

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Varie-2013SeparatoreLa pesca riprende al tramonto e i pescatori tornano sui trampoli.

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Varie-2013SeparatoreUn’altra tradizione, stavolta di origine portoghese è la protagonista delle spiagge di Trincomalee.

Alle prime luci del giorno, una barca si allontana lentamente con una enorme matassa di reti ordinatamente avvolta su se stessa.

A riva, decine di uomini, tendono la corda all’altra estremità. Una volta raggiunto il largo e spiegato la rete in mare, la barca accompagnerà il recupero da riva delle reti, da queste fila di uomini in fila indiana che aspettano di vedere arrivare, intrappolato nelle trame, una abbondante quantità di pesce fresco.

Tutta l’operazione sembra svolgersi in religioso silenzio, con sacralità e con una metodicità, ordine e precisione degna di essere definita arte.

Non sempre il pescato è all’altezza delle numerose ore di fatica e attività fisica, ma puntuali ogni giorno, al sorgere del sole le spiagge tornano gremite di reti e pescatori.

Alcune nasse ordinatamente avvolte sulla spiaggia di Dutch Bay, Trincomalee.

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Varie-2013SeparatoreI pescatori riportano a riva le reti trascinandole da terra.

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Varie-2013Separatore Il pescato è nelle reti e i pescatori aspettano di vedere il frutto del loro lavoro.

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Varie-2013SeparatoreLa barca viene riportata a terra e si conclude la pesca del mattino.

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Varie-2013SeparatoreUn momento di riposo durante la calda mattinata.

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Varie-2013SeparatorePescatori rientrano in porto dopo una nottata di pesca al largo delle coste di Negombo.

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Varie-2013SeparatoreIl pesce fresco in arrivo al tradizionale mercato del pesce di Negombo.

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Varie-2013SeparatoreUna distesa di pesce steso ad essiccare in una spiaggia a Negombo.

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Mi chiamo Giacomo Bruno, sono un fotografo e videomaker professionista, classe 1991. Dopo il liceo ho iniziato il mio primo approccio alla fotografia professionale in uno studio di fotografia industriale e advertising. Lì ho continuato a lavorare e a crescere professionalmente, fino alla fine del 2013, quando ho deciso che era ora di iniziare un percorso indipendente. Da allora proseguo il mio percorso in un contesto industriale, fatto di aziende, cataloghi e fiere. Da freelance ho il privilegio di poter decidere, gestire e alternare i miei impegni di lavoro a quella che è la mia passione più grande, viaggiare.

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