In Sri Lanka, solo una cosa è più famosa dei pescatori di Galle e degli spettacolari giardini di The dell’upcountry.

Sto ovviamente parlando della cannella, Kurundu in Singalese.

La maggior parte della cannella al mondo infatti (parliamo del 90% della produzione mondiale), proviene dallo Sri Lanka e il sistema di raccolta non è cambiato in migliaia di anni.

Stiamo parlando di famiglie di raccoglitori che ancora oggi svolgono questo lavoro manualmente, apparentemente non influenzati dai ritmi,dalle esigenze e dalla domanda di mercato dei tempi moderni. Quanto durerà questa tradizione nella frenesia del consumismo del futuro?

Questo è stato il mio primo motivo di interesse: ci sarà ancora spazio nel futuro per un lavoro così duro e faticoso, ma così affascinante?

La domanda di mercato, spazzerà via anche questo tradizionale e pittoresco lavoro, rimpiazzandolo con macchine e utensili moderni, lasciando soltanto un ricordo sbiadito di quei segreti di manualità tramandati di generazione in generazione? Rimarrà traccia di come si facevano certi lavori nel passato, prima della contaminazione e dell’appiattimento che la modernità inevitabilmente porta nei paesi in via di sviluppo?

Nell’incertezza della risposta ho cercato di concretizzare il mio interesse in un reportage fotografico che possa essere un documento e una traccia, secondo la mia prospettiva, di quella che è una magnifica arte, nata e tramandata da sempre in questa terra unica.

La mia prima riflessione arrivato nella terra della cannella è stata: quanti come me, abituati a trovarla al supermercato in polvere o nei tipici bastoncini essiccati, non avevano la benché minima idea di come fosse una pianta di cannella?

CInnamon hervester  Harvest kurundu  Harvester

Varie-2013SeparatoreIl prodotto che conosciamo infatti non è altro che l’ultimo step di una lavorazione lunga e meticolosa, che inizia, ovviamente, dalla potatura di una pianta.

La cannella infatti è un albero sempreverde di 10-15 metri di altezza, di forma densa e tondeggiante, con rami e fusto ricoperti da una corteccia marrone chiaro.

La mattina si raccolgono alberi giovani e si ripongono nel wadi, (capanna tipica) poi una volta rimossi i rametti, inizia la lavorazione.Varie-2013Separatore

Stick pealer

_45A8793

_45A8814

Varie-2013SeparatoreLa corteccia viene levigata con una barretta di ottone per scollarla dal tronco interno e con appositi coltelli viene tagliata e pelata.Varie-2013Separatore_45A8846

Varie-2013SeparatoreSono poi quelle parti rifilate, una volta unite, arrotolate ed essiccate, a formare i noti bastoncini aromatici pronti per il commercio.Varie-2013Separatore

_45A9583

Tiding kurundu

Varie-2013SeparatoreUna lavorazione meno nota ma altrettanto diffusa, è quella dell’olio essenziale di cannella.

Protagoniste questa volta sono invece le foglie, che dopo essere state completamente essiccate al sole, vengono legate e imballate in grandi rotoli, simili a balle di fieno.Varie-2013Separatore

_45A8966

_45A9048

Varie-2013SeparatoreIl metodo per quanto possa sembrare rudimentale è a prova di scienza, e la maestria di chi conduce le operazioni è a dir poco magnetica per la vista.

Grandi fornaci vengono accese bruciando foglie esauste delle precedenti lavorazioni e portate ad altissime temperature.Varie-2013Separatore

_45A9166

_45A9233 Cinnamon Smoke  _45A9015

_45A8960

Varie-2013SeparatoreSimultaneamente enormi cisterne vengono riempite a mano di foglie essiccate fino all’orlo, poi chiuse e sigillate con argilla perché il calore che arriva direttamente dal comignolo della fornace non si dissipi.

Il calore elevatissimo che si sviluppa nella fornace arriva dunque all’interno della cisterna carica di foglie, permettendo così alla linfa presente in esse di sprigionarsi. Questa linfa evaporando dalle foglie, ancora allo stato gassoso, sale verso l’alto ed entra in un condotto all’estremità del coperchio.Varie-2013Separatore

_45A9210

Varie-2013SeparatoreDa qui, passando per una serpentina raffreddata ad acqua, arriva direttamente sotto forma di olio dentro le vasche di raccolta, già pronto per essere imbottigliato e venduto agli esportatori.Varie-2013Separatore

Puring oil

Varie-2013SeparatoreIncredibili sono le proporzioni, da ogni cisterna si estraggono circa sei bottiglie di purissimo olio essenziale di cannella.

Ancora più tristi sono le proporzioni tra i ricavi di questi produttori rispetto al valore sul mercato del prodotto confezionato dopo l’esportazione.

Questo ultimo è un ulteriore triste dato a favore della scomparsa di questi preziosi lavori artigianali, così estenuanti e duri e così mal retribuiti.Varie-2013Separatore

Cinnamon Oil Worker

StockSticks

Varie-2013SeparatoreIl reportage è stato realizzato da me con assistenza tecnica e linguistica di Nayanadeepa Dilan che si è rivelato molto più di guida e assistente, in 30 giorni di condivisione assoluta è nata una sincera amicizia che ha reso tutto il lavoro molto più semplice e piacevole.

Nella foto Nayana, in una test luce per i ritratti.

Nayana

The following two tabs change content below.
Mi chiamo Giacomo Bruno, sono un fotografo e videomaker professionista, classe 1991. Dopo il liceo ho iniziato il mio primo approccio alla fotografia professionale in uno studio di fotografia industriale e advertising. Lì ho continuato a lavorare e a crescere professionalmente, fino alla fine del 2013, quando ho deciso che era ora di iniziare un percorso indipendente. Da allora proseguo il mio percorso in un contesto industriale, fatto di aziende, cataloghi e fiere. Da freelance ho il privilegio di poter decidere, gestire e alternare i miei impegni di lavoro a quella che è la mia passione più grande, viaggiare.

Rispondi