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L’india è in assoluto uno dei paesi più controversi al mondo, allo stesso tempo più tradizionali e preservati dal punto di vista culturale che esista. All’ India bisogna arrivare preparati e non solo psicologicamente, per tante delle crudezze della vita quotidiana che si incontrano ogni giorno, ma anche fisicamente essere preparati ad affrontare soglie igieniche che difficilmente conosciamo e alle quali non siamo abituati, di gran lunga lontane da tutti gli altri paesi che potreste aver visitato._MG_1664

Tra le tante cose che spesso mi chiedono della mia esperienza in India, la più ricorrente riguarda i mezzi di trasporto, come ti sei mosso in India?

Premetto che il mio viaggio ha incluso solo la parte nord del paese, toccando le città di Delhi, Jaipur, Agra, Kajuraho e Varanasi, e si è concluso in Nepal dove sono arrivato passando la frontiera a piedi via Gorakhpur.

La risposta è TRENO!

AGRA TS

Varanasi TS

Nel mio viaggio tra stazioni, coincidenze e treni, ho scattato qualche fotografia che alla fine mi sembra interessante per raccontarvi un po’ a cosa si va in contro viaggiando così, e in fondo anche rassicurarvi, perché di tutte le cose spartane e forti, sicuramente non è tra le peggiori.

Infatti i treni, come forse NON vi sareste aspettati, non sono granché peggiori dei nostri, per nostri mi riferisco ai regionali di trenitalia, che effettivamente sono in buona competizione con quelli del terzo mondo (India in realtà, come terza economia dell’Asia, non è più terzo mondo).

STATION 2

Panchina

Agra

Gli indiani utilizzano ampiamente questo mezzo di trasporto, infatti i treni sono generalmente affollatissimi e per prudenza è consigliabile prenotare in stazione con un po’ di anticipo la tratta desiderata ( l’anticipo vi servirà anche per non arrivare alla partenza del treno senza che il bigliettaio abbia minimamente capito dove volete andare, quando, come e perché. L’inglese è la seconda lingua ma non è molto compreso e quando è parlato è spesso quasi incomprensibile, anche in luoghi come stazioni e biglietterie). In alcune destinazioni sono previsti scomparti ad aria condizionata per turisti esigenti,io li ho evitati preferendo viaggiare in modo più spartano e decisamente più economico.

A parte qualche topo scovato a correre a treno fermo in stazione, un diffuso maleodore dovuto comunque a maggioranza di utenza indiana, che spesso e volentieri è poco vestita e sudata, non si può certo dire che sia una prova di forza viaggiare di notte in una carrozza SLEEPER.

Sleeper

I posti sono assegnati e con un po’ di pratica capirete direttamente sul binario dove attendere la vostra carrozza. Una volta raggiunto il vostro posto, appeso a due catenelle troverete steso il vostro posto letto. A questo punto basterà stendere il vostro sacco a pelo o semplicemente, come nel mio caso, adagiarvi vestiti usando lo zaino come cuscino e aspettare il mattino.

Quando funzionano, troverete dei grossi e cigolanti ventilatori appesi in lunghe file, puntati diretti contro la vostra faccia o stomaco, ho preferito la notte in cui non funzionavano e con la faccia in corrispondenza del finestrino rigorosamente senza vetri o coperture, ho quasi rischiato la paresi del facciale.

Fans

io

Le tratte che ho citato sono tutte circa della durata di 7/8 ore, per questo è consigliabile viaggiare la notte, ammortizzerete i costi di ostelli e ottimizzerete il tempo a disposizione.

Sleep woman

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A parte qualche passeggero russatore, qualche strillone notturno e qualche impudico scoreggione, non dovrebbe capitarvi di peggio. Anche i bagni, nell’eventualità dovesse cogliervi l’urgenza, sono mediamente affrontabili, di certo non i peggiori che vi capiterà di incontrare durante il soggiorno.

Snorlax

on the Train1_

Buzzona

Se ho dimenticato qualcosa, spero la risposta sia nelle immagini!

Vi invito di nuovo a seguirmi sulla pagina Facebook Giacomo Bruno e su instagram come giacomo__bruno,

Buon Viaggio!

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Mi chiamo Giacomo Bruno, sono un fotografo e videomaker professionista, classe 1991. Dopo il liceo ho iniziato il mio primo approccio alla fotografia professionale in uno studio di fotografia industriale e advertising. Lì ho continuato a lavorare e a crescere professionalmente, fino alla fine del 2013, quando ho deciso che era ora di iniziare un percorso indipendente. Da allora proseguo il mio percorso in un contesto industriale, fatto di aziende, cataloghi e fiere. Da freelance ho il privilegio di poter decidere, gestire e alternare i miei impegni di lavoro a quella che è la mia passione più grande, viaggiare.

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