Una gara nell’Artico.

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La linea dell’orizzonte nel Finnmark, Norvegia, è invisibile quando nevica. Una foschia grigio pallido si estende in tutte le direzioni, confondendo la differenza tra la terra e il cielo.

Coloro che scelgono di partire per quest’impresa non sanno quanto tempo dovranno aspettare prima di poter mangiare o dormire e molti non riescono a completare il viaggio. Eppure ogni anno, all’inizio di marzo, circa 50 persone provenienti da tutta Europa vengono qui per superare i propri limiti, sfidando il clima artico in compagnia di un fidato team di cani da corsa.
Questo evento è la gara di cani da slitta “Finnmarksløpet”, che si tiene nella parte della Norvegia facente parte del circolo polare artico. La corsa, con le sue 650 miglia (1.050 km), costituisce la più lunga competizione di slitte trainate da cani in Europa. Solo la 1.000 miglia (1.609 km) di Iditarod in Alaska è più lunga.
La gara Finnmarksløpet è nata nei primi anni ottanta, un decennio dopo lo sport è diventato popolare in America. La gara serviva ai musher europei a testare i propri cani prima di portarli all’Iditarod in Alaska.

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Stefan Falter, musher tedesco di 48 anni, è l’ultimo arrivato. Ha imparato tutto quello che sa da suo padre e ha passato la maggior parte della sua vita a contatto con i cani, prendendosi cura di un business di tour con i cani da slitta.

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Stefan Falter e i suoi cani.

Quest’anno, Falter rivela a Quartz che una generosa offerta da parte di un donatore privato, gli ha permesso di parteciapre alla Finmarkslopet. Si stima che il costo della tassa di iscrizione e l’alimentazione per i suoi cani per tutta la durata della gara superi i 3.000 euro (circa $ 3350).

In passato Falter aveva sempre rifiutato ogni tipo di finanziamento:

“Non voglio trasformare i miei migliori amici in un business,” racconta;
“Mushing (la marcia coi cani) è un hobby”.

Trascorrere un decennio e mezzo a gareggiare e allenarsi non è così raro, e la maggior parte dei musher vivono con i loro cani per tutto l’anno. Moltissimi mushers hanno un lavoro full time, che permette loro di occuparsi della sensibilizzazione e formazione dei propri cani.

Stein Fjestad, un 61-years-old musher norvegese che ha partecipato al Finnmarksløpet di quest’anno, possiede una delle più grandi piantagioni di cipolle in Norvegia. Ha 40 cani, e usa la maggior parte del suo reddito per sostenerli, circa 50.000 euro all’anno.
Il norvegese Petter Jahnsen, 50 anni, è un elettricista. Come Fjestad, sostiene di spendere la maggior parte del proprio reddito per prendersi cura dei suoi cani. “Mushing per me deve essere un hobby, non voglio trasformarlo in una professione, perché significherebbe eliminare tutto il divertimento.”
La gara si svolge nella città di Alta, dove Finnmarksløpet inizia e finisce. Quest’anno è iniziata il 5 Marzo.

“Ci sono tra due e tre mila spettatori quando si inizia la gara nella città natale di Alta” dice Trond Anton Andersen, direttore della Finnmarksløpet. Una volta che i musher lasciano Alta, sono soli. Il loro unico contatto con la civiltà avviene nei posti di controllo situati a circa ogni 50 chilometri di distanza l’uno dall’altro.

Al secondo punto di controllo, in Skoganvarre, i corridori sono tenuti a fermarsi a mangiare e dormire. Il primo giorno della gara si conclude a tarda notte. I mushers permettono ai loro cani di riposare nei punti di controllo durante il giorno. Quando si ferma, la prima cosa che il musher fa è liberare i cani e dargli da mangiare.

Poi il musher copre i suoi animali in modo da tenerli al caldo mentre dormono; l’alloggio per i concorrenti varia ad ogni punto di controllo, dalle cabine riscaldate a yurte rivestite con pelle di renna. I musher ed i loro assistenti devono accontentarsi di tre ore di sonno ogni notte.

Gli spettatori si riuniscono a Kirkenes, Norvegia, dove si tiene un concerto per festeggiare i musher che passano attraverso il posto di blocco raggiungendo la seconda tappa della gara.

La seconda parte è più dura della prima, i cani cominciano a stancarsi ed il freddo artico non corre in loro aiuto. Ogni musher inizia con 14 cani, ma può ritrovarsi a correre con solo sei cani.

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Stefan Falter è stato costretto ad abbandonare al primo posto di blocco nella seconda metà della gara, in Neiden, Norvegia, quando i suoi due cani leader non ce la facevano più. Senza di loro, la sua squadra non ha potuto continuare. Gli spettatori si riuniscono poi in Alta per accogliere i musher che attraversano il traguardo. I primi tre mushers tagliano il traguardo al settimo giorno, mentre l’ultimo dei musher ci ha messo otto giorni per terminare. Ventotto squadre hanno concluso la gara, mentre 14 si sono dovute fermare. Il vincitore di quest’anno è stato il musher svedese Petter Karlsson. Il secondo posto invece va a una donna norvegese di nome Marit Beate Kasin dalla Norvegia, e al terzo posto, un altro musher norvegese, Arnt Ola Skjerve.

Dispiaciuto di non essere riuscito a finire la gara, Falter dice che l’esperienza gli ha fatto cambiare idea sulla corsa, e che cercherà di farsi sponsorizzare per poter continuare la gara in futuro.

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Alessandro Iovino è un freelance italiano che vive a Parma. Ha iniziato la sua carriera fotografica nell'Aprile del 2013 dopo aver finito un master in fotografia alla Speos photography a Londra.

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